Trionfo alla Roubaix per Wout van Aert e Franziska Koch

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Unico favorito in grado di sfidare Tadej Pogacar, Wout Van Aert ha negato allo sloveno la sua prima vittoria alla Paris-Roubaix battendolo in volata sul velodromo. Il belga ha cosi vinto la sua seconda vittoria in una classica monumento dopo la Milano-Sanremo del 2020. Tra le donne la Visma-LAB invece si è vista negare la vittoria, andata alla campionessa nazionale tedesca Franziska Koch (FDJ-Suez) la quale ha battuto al fotofinish Marianne Vos, terza la compagna di squadra di Vos, Pauline Ferrand-Prévot, campionessa uscente.


Van Aert ha così finalmente vinto l’Inferno del Nord per la prima volta in carriera, a 31 anni, dopo una serie di occasioni mancate negli ultimi anni (2° nel 2022, 3° nel 2023 e 4° nel 2025) e una montagna di sfortuna. Si è inoltre assicurato la sua seconda vittoria in una classica monumento sei anni dopo la prima alla Milano-Sanremo. Pogacar, 2° per il secondo anno consecutivo (su due partecipazioni) invece dovrà aspettare un altro anno per completare la sua collezione e diventare il quarto corridore ad aver vinto tutte e quattro le classiche monumento, dopo Rik Van Looy, Roger de Vlaeminck ed Eddy Merckx. Si consola con il terzo posto nei libri di storia per numero di podi nelle classiche monumento.

Pogačar ha aperto il balletto delle forature per i favoriti nel tratto di pavé da Quérénaing a Maing (3 stelle) ed è stato costretto a cambiare bicicletta due volte, prima affidandosi all’assistenza neutra e poi aspettando la sua ammiraglia all’uscita del tratto successivo. Due le forature anche per il campione uscente Mathieu van der Poel, a causa delle quali si è ritrovato a oltre due minuti dai leader dopo aver tentato di cambiare bici con quella di Jasper Philipsen, operazione fallita a causa dei pedali diversi, e poi per aver atteso che il compagno di squadra Tibor del Grosso gli offrisse una ruota. Nonostante i suoi sforzi per recuperare questo enorme distacco Van der Poel non è riuscito a rimontare, concludendo la gara al 4° posto. Filippo Ganna ha subito tre forature ed è caduto a causa dell’ultima, ma anche Wout Van Aert ha subito due forature, riuscendo a rientrare nel gruppo dopo la seconda, poco prima del settore Orchies e poi nel settore Auchy-lez-Orchies, dove ha lanciato un attacco ritrovandosi da solo in testa con Tadej Pogacar.

Il podio è stato completato da Jasper Stuyven (Soudal Quick Step) a 15 secondi dai primi due, una posizione davanti al francese Christophe Laporte (Visma-LAB).

Secondo e terzo posto invece per la Visma-LAB in campo femminile, privata della vittoria dallo sprint vincente di Franziska Koch, La due volte campionessa tedesca (2024, 2025), le sue uniche due vittorie in carriera oltre ad una tappa del Ladies Tour nel 2019, ha colto coraggiosamente l’occasione e ha resistito al ritmo incalzante di Vos nel velodromo, negando all’olandese una delle poche vittorie che le mancano nel suo impressionante palmarès (258 vittorie in carriera). La campionessa in carica Ferrand-Prévot è arrivata terza, senza partecipare allo sprint finale.

Medie record sia per la corsa femminile che quella maschile, favorite dal vento a favore per buona parte del percorso: 40,834kmh la media quella femminile, più alta di 0,4kmh rispetto quella già record dell’anno passato. 48,910 km/h invece quella maschile, con van Aert che ha superato il record stabilito da Mathieu Van der Poel nel 2024 (47,802 km/h) di oltre 1kmh.

Commenti

  1. mikimetal91:

    secondo me c'è una pericolosa moda di tenere le pressioni troppo basse.
    per me, se un costruttore scrive che la pressione massima sostenibile da una gomma è 5 bar, va gonfiata a 5 bar.
    sarai meno comodo? si
    forerai? no
    Che viaggino troppo bassi è possibile e ci sta. E' competizione ai massimi livelli si deve estremizzare e di base hanno tutta l'assistenza necessaria.
    Quello che viene scritto sui copertoni o sui cerchi è praticamente una cosa di legge. Il costruttore per pararsi da qualsivoglia sinistro mette indicazioni prudenziali che lo mettono al riparo da guai. Generalmente quelle indicazioni si possono tranquillamente e senza rischio non rispettare. Come la scadenza della pasta o dell'olio e persino quella dei latticini. Ovvio una mozzarella scaduta la puoi mangiare il giorno dopo. Magari 2 o 3. Non mesi dopo come la pasta e l'olio. Il produttore mette quelle indicazioni per il cliente normale (che sono decine di milioni) che arriva a casa tranquillo anche perchè non ha cambi ruote ammiraglie ecc.
    In quel caso probabilmente è la pressione minima che non rispettano non certo la massima. Hanno bisogno di comfort e aderenza. Se la pressione minima è 5 e tu metti 4.5 non succede nulla. Se metti 3 rischi. Sui copertoni da mtb tubeless ci sono limiti che non rispetta nessuno. E dico nessuno.
  2. charlietrotter:

    Da sempre alla Roubaix le forature sono "protagoniste" e condizionano il risultato di tutti. Stavolta hanno coinvolto gli uomini di classifica in modo ripetitivo e forse ci hanno impressionato di piu'. Pero' mi sorge spontanea una domanda. Immaginando che molti team abbiano adottato i tubeless anche alla Roubaix di ieri, con pressioni piu' basse , etc.., (non saprei in realta', forse hanno anche usato i clincher, boh...), di certo non hanno usato i tubolari che sono spariti dal mondo pro. Nelle gare di ciclocross INVECE continuano ad usarli la maggiorparte dei corridori...Alla prox Roubaix torneranno i palmer?!? ;pirlùn^
    In realtà alcune squadre, tra cui la Visma, incollano i tubeless sul cerchio, quindi non sono lontani dal tubolare.

    Bisogna vedere se pizzicano proprio il copertone anche cosi.
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