Video musicali ciclistici

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Per festeggiare la fine dell’estate cosa di meglio di una carrellata di video musicali ciclistici? Più o meno noti, ognuno con un suo perché, ecco una carrellata di video per allietare l’inizio di settembre.

Il Team Uno-X si è mutato nella storica 7-Eleven, marchio facente parte dello stesso gruppo, per la Liegi di quest’anno, e per celebrarla hanno realizzato questo bel video, molto curato e con pure un testo sensato.


Pelle d’oca per tutti i 40-50enni che hanno scoperto il ciclismo in quegli anni, i Pantani-boys, con questa sigla, la prima del Giro d’Italia sulla TV commerciale. “E gira e gira e va” cantata da Paolo Belli vi resterà in testa inevitabilmente, o vi scatenerà ricordi che nemmeno uno scatolone di Madeleine.

“La Slovenia è con te”. Celebrazione di Primoz Roglic in chiave pop-rock. “Nella terra dove le montagne fluiscono nel mare, dove tutti sanno dove si trova Zagorje”. Ora lo sapete anche voi. RO-GLA!

Epico video celebrativo di Richard Carapaz, di Widinson, in chiave tipicamente sudamericana. Se dopo averlo visto non vi viene voglia di  partire per una salita senza un freno non avete cuore

Se siete Gen Z (dubito) non potrete che planare con questo inno in pura tamarraggine SwattClub in onore di Asbjorn Hellemose. Però il “padellone da 60” vi resterà in testa sicuro.

 

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Se cercate motivazione per uscire dalla rampa del garage col 54×11 eccovi una canzone tributo su Julian Alaphilippe. Dove ovviamente un francese ha trovato il modo di ficcarci un “Vive la France!”

La canzone non è originale, ma il video resta mitico anche dopo 12 anni. Marketing di squadra fatto alla grande dall’Australia

Se avete in programma una serata Karaoke avete due scelte: spararvi o programmare l’inno del fan club di Stefan Küng

E chiudiamo col KOM: la canzone della Astana di 3 anni fa. Un video che è un capolavoro sotto ogni aspetto. Ed ogni volta che lo guarderete troverete nuove perle nascoste come in un film di Bergman, perché in questo video c’è tutto: il testo formidabile, la voce da gangster di Lutsenko che fa i rulli nel camion, Nibali che non sa l’inglese, Dombrovski che nasconde male il cringe, Fedorov che impenna a caso, la scenografia da urlo. Capolavoro

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