Visita a Cicli Barco

Visita a Cicli Barco

12/08/2011
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12/08/2011

I fratelli Barco, ora coadiuvati anche da una gentile rappresentante del gentil sesso, sono gli eredi di un padre che già nel 1947 aveva cominciato l’attività di telaista; alla Torpado, e la sera, come moltissimi in quegli anni, portava a casa in un carrello attaccato ad un furgone decine di telai da rifinire nel “dopolavoro” e decine e decine di ruote da assemblare. Anzi, da far assemblare, ai figli.

Respirando quest’aria fin da piccoli, Alberto e Maurizio non potevano che continuare la tradizione famigliare. E cosi’ hanno fatto, rappresentando per anni una colonna portante all’interno della Scapin, fino all’assorbimento della stesa dalla Olympia.

Dal 2007 sono in proprio, in un capannone a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova.

E qui, in uno di quei strani giorni d’agosto in cui piove pur essendoci il sole, che vengo accolto nella loro moderna “bottega”

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per essere introdotto al metodo di lavoro della Cicli Barco.

Che ovviamente comincia con l’ordine da parte del cliente o la visita dello stesso per prendere le misure.

Una volta ottenute queste si progetta il telaio. Per fare cio’ i fratelli Barco hanno sviluppato un loro programma personale al computer, con cui, una volta inserite le misure possono ottenere le misure del telaio e modificarle in base ad alcune preferenze del cliente (come l’utilizzo), ma in modo parametrico, ovvero il programma modifica automaticamente le quote del telaio o in alternativa modifica quella scelta mantenendo le altre invariate. Lo stesso programma poi imposta un file che sarà poi utilizzato sulla maschera di puntatura computerizzata.

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Alla fine il tutto viene stampato e mandato al cliente

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A questo segue la parte più importante nella costruzione del telaio: la preparazione dei tubi.

I quali vengono sgolati con frese computerizzate con tolleranze di un decimo di millimetro. Questo per avere gli accoppiamenti più precisi possibili tra i tubi e lasciare meno “aria” possibile tra gli stessi. Ovviamente questo nel caso di tubi da saldare a Tig. In particolare i tubi inox che sono il vero cavallo di battaglia della Cicli Barco.

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Alla cicli Barco infatti, per scelta, vengono fabbricati solo telai in acciaio. O Inox saldato (anzi, saldobrasato come ci tengono a sottolineare) Tig, o classico a congiunzioni.

Come molti già nel forum avevano notato, non è difficile riconoscere una miriade di telai sul mercato con brand diversi che sono riconducibili al design Barco. Infatti gran parte della loro attività è proprio quella di terzisti per i telai inox.

In ogni caso, una volta preparati e fresati a dovere i tubi questi vengono posizionati sulla maschera secondo le misure elaborate dal programma di cui abbiamo già detto per essere “puntate”, ovvero dopo che i tubi fresati a dovere vengono praticamente “incastrati” tra loro nel modo più preciso possibile e verificate le misure, vengono dati dei “punti” di saldatura per tenere assieme il tutto

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Fatto questo il telaio, che ormai ha praticamente preso forma, viene realmente saldato. Nel caso dell’inox, un materiale piuttosto ostico da saldare, Barco usa la saldobrasatura Tig “pulsata”, ovvero la torcia di saldatura che lavora ad “impulsi” e non in modo continuo. Questo serve a garantire che la zona di saldatura sia la più contenuta possibile, andando a “scaldare” una parte minima delle tubazioni attorno al pozzetto di saldatura. Questo per garantire che le caratteristiche dei tubi vengano alterate dal calore nella zona interessata nel modo minimo possibile

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Finita la saldatura, si passa alla sabbiatura per fare le scritte sul telaio e quindi alla lucidatura ed il montaggio della minuteria, che per inciso è costruita praticamente tutta in loco con frese e tornio

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Ormai l’attività della Cicli Barco è una realtà sicuramente interessante per gli amanti dell’acciaio. E si è imposta come un punto di riferimento per l’inox. La quantità di marchi che si servono dei loro servizi in questo direi che lo testimonia. D’altronde la perizia nelle lavorazioni ed i mille “trucchetti” da telaisti di grande esperienza (30 anni per Scapin) sono un bel biglietto da visita.

Con il plus notevole della capacità anche al computer con AutoCad e come programmatori. Uno dei due fratelli ha progettato per anni alla Scapin non solo i telai da bdc , ma anche telai da mtb/dh con tanto di ammortizzatori e forcelle ed altre note soluzioni tecniche che sono state particolarità del marchio.

Tanto da essersi meritati la fiducia di un corridore Top per farsi fare un telaio comodo misto acciaio/carbonio per le lunghe distanze al posto di quello in carbonio fornito dallo sponsor

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E la capacità di progettare, e se Columbus fornirà il materiale realizzare, una forcella in Inox che sulla carta e dai prototipi sembra molto interessante

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Ringrazio la Cicli Barco per la disponibilità o-o

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http://www.ciclibarco.com/

 

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