Cosa vorreste vedere dal settore delle biciclette nel 2024?

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Con il 2023 ormai quasi terminato possiamo dire che quest’anno è stato senza dubbio un anno senza precedenti per l’industria del ciclismo. Ormai è chiaro a tutti che dopo essere usciti dalla pandemia di covid il settore della bicicletta sta attraversando un momento difficile. I motivi sono ormai noti e continuano a sommarsi: il calo della domanda ha coinciso con l’arrivo in ritardo delle scorte ordinate durante il “boom ciclistico” della pandemia, che ha messo in difficoltà molte aziende, le quali nel tentativo di svuotare i magazzini e mantenere attive le entrate hanno abbassato significativamente i prezzi con sconti superiori al 40% sulle nuove biciclette, mandando a loro volta in crisi in rivenditori, etc..


La situazione ovviamente si risolverà, ma non da un giorno all’altro. E porterà cambiamenti notevoli, basti vedere la quantità di aziende, mailorder, media e rivenditori che stanno uscendo dal settore.

Considerato tutto questo, chiediamo a voi le vostre previsioni, aspettative e aspirazioni per i prossimi 12 mesi.

Cosa ti piacerebbe vedere dai brand il prossimo anno? Quali tendenze ti aspetti di vedere emergere nel 2024? Quali consigli o suggerimenti vorresti far arrivare alle aziende ed ai rivenditori?

Le vostre risposte ci aiuteranno a programmare anche delle interviste e report, quindi non siate timidi!

Commenti

  1. eh niente..
    da Cosa vorreste dal settore delle biciclette.. a cosa Vorreste dal Padre Eterno, è stato un attimo

    :prega:
  2. Lumi:

    Una cosa alla volta



    - le stime sulla popolazione mondiale, compresa quella che hai pubblicato, dicono che il massimo della popolazione mondiale si toccherà fra 50 (0 60 se preferisci , non cambia nulla) anni, poi comincerà un calo. Ergo il problema di ridurre la popolazione mondiale non esiste, o meglio è già risolto da qui a 50 anni.
    Non è che tra 60 anni comincerà il calo e diventiamo la metà! Da 10,3 miliardi si calerà ben poco se leggi...

    Il problema esiste eccome.

    Esportare nei paesi in via di sviluppo la nostra denatalità è una cosa che non ha senso scrivere. Esportare una parte del nostro benessere semmai, non dei nostri problemi nonché parallelamente un' istruzione che renda le persone consapevoli delle possibilità esistenti.

    Se poi la tecnologia ci darà una mano questo aiuterà molto ma da sola non basta. Ovviamente emettere meno CO2 è necessario ma non sufficiente perché quella emessa negli ultimi 200 anni va ridotta in qualche modo...non scompare da sola se non in tempi lunghissimi.

    In ogni caso il problema della crescita demografica esponenziale non sono solo le emissioni ma anche la carenza di risorse.
    In alcune regioni, come nell’Africa subsahariana, la crescita rapida della popolazione supera la capacità dei governi di fornire i servizi essenziali come istruzione, sanità e infrastrutture. Questo aggrava le disuguaglianze
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