A Superga comanda Pidcock

21

Nel 150esimo anniversario della Milano-Torino, il britannico Tom Pidcock si invola in solitaria a 700 metri dall’arrivo, conquistando il suo secondo successo stagionale. Battuti Tobias Halland Johannessen, che si migliora di una posizione rispetto all’anno scorso, e Primož Roglič.

(Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

È stato un attacco secco, lanciato a 700 metri dall’arrivo di Superga, a decidere la 107ª Milano-Torino presented by Crédit Agricole che, nel suo 150° anniversario, incorona Tom Pidcock, secondo corridore britannico a imporsi nella Classica più Antica del Mondo.


Il portacolori della Q36.5 Pro Cycling Team ha centrato il suo secondo successo nel 2026, precedendo tre protagonisti della Tirreno Adriatico appena conclusa: Tobias Halland Johannessen, già sul podio lo scorso anno, Primož Roglič, più volte all’attacco nel finale, e Giulio Pellizzari, bravo a rientrare dopo aver perso contatto inizialmente nella fase centrale dell’ascesa.

A completare la top 5 il belga Cian Uijtdebroeks, primo a rompere gli indugi nell’ultimo chilometro.

(Photo by Massimo Paolone/Lapresse)

ORDINE D’ARRIVO
1 – Thomas Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) – 174 km in 3h48’45”, media di 45.639 km/h
2 – Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) a 4″
3 – Primož Roglič (Red Bull – Bora – Hansgrohe) a 5″

(Photo by Fabio Ferrari/LaPresse)

CONFERENZA STAMPA

Il vincitore della 107^ Milano-Torino presented by Crédit Agricole, Tom Pidcock, ha dichiarato in conferenza stampa: “Oggi il piano era di controllare la corsa, senza lasciar andare via fughe pericolose fino alla prima ascesa a Superga. Da lì in poi toccava a me, e mi sentivo responsabilizzato di finalizzare il lavoro dei miei compagni di squadra. E’ stato bello essere premiato da Mark Cavendish, lui è uno dei miei idoli. Sono contento che sia ancora parte di questo sport e che lo rappresenti al meglio. E’ stato capace di vincere la Milano-Sanremo, che è il mio prossimo obiettivo. Sto bene, anche se sono consapevole che sia la corsa più difficile da vincere”.

Il secondo classificato, Tobias Halland Johannessen, ha detto: “Terzo l’anno scorso, secondo quest’anno. Dovrò tornare di nuovo per migliorarmi. E’ una delle gare più belle della stagione, e la salita finale mi piace particolarmente. L’avevo vista più volte in televisione Pidcock ha scelto il momento migliore per partire, imboccando per primo la curva a gomito ai 700 metri. Ha spinto fino alla fine, e a quel punto era impossibile per me riuscire a rispondere”.

Il terzo classificato, Primož Roglič, ha dichiarato: “Forse ho bisogno di più corse per vincere, ma sono contento di essere stato lì con i primi. Guardo con impazienza alla Milano-Sanremo di sabato, ma non sarei sorpreso se a vincere fosse un altro sloveno”.

 

 

STATISTICHE

  • Dodicesima vittoria da professionista per Pidcock, la seconda stagionale dopo la 5^ tappa della Vuelta a Andalucia.
  • Seconda vittoria in Italia per il britannico, dopo la Strade Bianche 2023.
  • Solo 24 giorni separano i primi due classificati di oggi. Pidcock è nato il 30 luglio 1999, mentre Halland Johannessen il 23 agosto dello stesso anno. 
  • Halland Johannessen è l’unico norvegese capace di salire sul podio della Milano-Torino per due volte. Fermi ad 1 Dag-Erik Pedersen e Alexander Kristoff.
  • Secondo podio alla Milano-Torino per Primoz Roglic, che aveva vinto l’edizione del 2021. E’ l’unico sloveno capace di terminare in top 3.
  • 45.639 km/h è la sesta media oraria più alta della Milano-Torino, la più veloce tra quelle con arrivo a Superga. Il record è stato fatto segnare nel 2023, edizione vinta da Arvid De Kleijn a 48.194 km/h con arrivo a Orbassano.

Commenti

  1. Ser pecora:

    Pidcock non ha vinto molto, ma ha tutte vittorie di peso ed anche di impatto mediatico, come la tappa al Tour all'Alpe d'Huez.

    Ed anche piazzamenti di rilievo (un'Amstel in più potrebbe ben averla).
    Bisogna però dire che per avere 26 anni solo 12 vittorie su strada sono veramente poche per considerarlo un big ( cosa che in realtà potrebbe essere)
    Si critica tanto Remco perchè uno scarsone,uno che non vince nulla se non qualche crono.........ma poi vedi il palmares del belga e capisci intelligenza delle persone gandalf
Articolo precedente

Sharq e Soniq GR: nasce la piattaforma Fulcrum per il Gravel Race

Articolo successivo

Una bici in titanio aero, la Chiru Aerix

Gli ultimi articoli in Gare

Merlier forza 3

Tim Merlier (Soudal-QuickStep) ha realizzato oggi la sua tripletta a Chalon-sur-Saône, nella 12^tappa del Tour de…