Alaphilippe stupisce nel Tour delle sorprese

Un Tour de France che da subito ha fatto parlare per gli assenti (Froome, Dumoulin, Cavendish), per i presenti in dubbia forma (Thomas, Nibali), su probabili ed improbabili outsider, ora lancia la maglia gialla che nessuno si aspettava: “Loulou” Alaphilippe (Deceuninck), uomo da Ardenne, con la sparata assassina, persino da Sanremo, ma che nessuno si aspettava cronoman di razza. Erano 32 anni che un francese non vinceva una cronometro individuale al Tour: Jean-François Bernard nel 1987, nella Mont Ventoux-Dijon (a meno di non contare il cronoprologo 2001 di 8km vinto da Christophe Moreau).

Non solo ha mantenuto la maglia gialla, ma ha vinto la cronometro individuale della 13^ tappa battendo per 14″ uno specialista come Geraint Thomas (Ineos), il quale, dissipati i dubbi sulla sua condizione, era atteso come la nuova probabilissima maglia gialla. Il percorso era favorevole ad Alaphilippe nella prima parte, dove ha potuto far valere la sua esplosività nelle corte salite e nelle discese tortuose; grande discesista il francese ha infatti guadagnato 2″ su Thomas nella discesa della côte d’Esquillot, ma poi nella piattissima parte finale Alaphilippe ha messo realmente il turbo, in particolare nell’ultimo chilometro.

 

O tempora o mores, i dubbi e le accuse sono scattate immediati, cosi come la risposta di Alaphilippe: “Conosco il lavoro che ho fatto per essere qui ora, e sono il primo ad essere sorpreso. Se questo crea dei sospetti…è cosi. Quando si vince la cosa fa per forza parlare, crea dei sospetti. Se fossi ultimo non ce ne sarebbero. Tutto questo fa discutere, ma io sono qui per fare del ciclismo e per goderne, il resto mi fa ridere“.

 

La domanda che fin qui aveva tenuto banco: “quando perderà Alaphilippe la maglia gialla?” è ora invertita in “quanto la potrà tenere ancora?”. Le previsioni darebbero la risposta per oggi, sulle pendici del Tourmalet (un classico al Tour, ma con solo due precedenti di arrivo in quota: 1974 e 2010: vittorie di Jean-Pierre Danguillaume e Andy Schleck), ma a questo punto non resta che attendere, soprattutto se Enric Mas, il capitano da classifica della Deceuninck, ha detto che correrà per aiutare Alaphilippe, il quale in effetti sembra imbattibile: in salita, allo sprint, a crono….con un viso tiratissimo sembra nella forma della vita, ma saprà resistere su salite lunghe e sulle tre settimane?

E dietro Alaphilippe? In un Tour imbottito di montagne chi sta deludendo sono proprio gli scalatori: Nairo Quintana (ormai sicuro per i prossimi 3 anni alla Arkéa-Samsic assieme a suo fratello Dayer e Winner Anacona), Adam Yates, Dan Martin e Romain Bardet. Chi sembra reggere sono Steven Kruijswijk, Enric Mas, Emmanuel Buchmann, Rigoberto Uràn ed il redivivo Thibaut Pinot, che ha concesso solo 35″ a crono a Thomas in un esercizio per cui non è proprio dotato.

Egan Bernal completamente esploso a crono (1’36” da Alaphilippe), resta un serio candidato per la generale? La Ineos sembra meno corazzata degli ultimi anni, con un Poels non pervenuto ed unico aiutante in salita per Thomas proprio Bernal e Kwiatkowski. Non è un caso che dal 2012 questo sia il primo Tour a cui la Sky/Ineos non arriva alla 14^ tappa con un suo corridore in maglia gialla (tolto il Tour in cui Froome si ruppe il polso).

Molti colleghi di Alaphilippe (Wellens, De Gendt, Kruiswijk) sono convinti che il francese possa tenere la maglia gialla ancora a lungo (“forse sino a Parigi” si sbilancia l’olandese). Thomas forse il più realistico: “vedremo come si comporterà sul Tourmalet, ma se non perde tempo li…abbiamo un problema…“.

Vada come vada Alaphilippe pare avere cambiato marcia in questa stagione, e sicuramente statuto, diventando ora uno dei “signori” del gruppo.

 

Articolo precedente

TdF 2019: Simon Yates vince a Bagnères

Articolo successivo

Il Magico Tempe scala lo Zoncolan senza ruota e forcella

Gli ultimi articoli in Magazine