[Test] Arrivano le 13 velocità tutte italiane: Campagnolo Ekar 1×13

[Test] Arrivano le 13 velocità tutte italiane: Campagnolo Ekar 1×13

24/09/2020
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24/09/2020

Vi presentiamo il nuovo gruppo gravel di Campagnolo, l’Ekar 13V.

Con questo gruppo Campagnolo non solo entra nel mondo del gravel con un prodotto specifico, ma introduce tante novità per un cambiamento sostanziale. Tra queste novità innanzitutto le 13 velocità.

Che Campagnolo si accingesse a lanciarle era già chiaro con la presentazione del corpetto N3W di cui vi avevamo già parlato qui. Ora con l’Ekar si passa ai fatti. Oltre al corpetto dedicato, che serve da base per il pacco pignoni 13V, l’Ekar si compone anche di una catena specifica 13V, una guarnitura monocorona, comandi specifici e nuovi freni interamente progettati e realizzati da Campagnolo, non da terzi.

Partiamo dai dati essenziali: l’Ekar pesa 2385 gr con la cassetta 9-36. La catena è più sottile di 0,15mm della 12V, con cui non è quindi compatibile. Catena che sarà disponibile sia col classico pin che con falsamaglia, denominata C-Link. Grande novità per il mondo Campagnolo. Il peso della catena è di 242 gr in entrambe le configurazioni. Il prezzo è di 46eu per la C-Link e di 44eu per la classica.

Le cassette disponibili sono: 9-35, 9-42 e 10-44 (per le spaziature continuate a leggere).

Veniamo alle singole parti. Il deragliatore posteriore è specifico per utilizzo gravel, quindi presenta un sistema di frizione per mantenere ferma la catena anche su terreni molto sconnessi. Le pulegge in polimero sono da 12 denti per la superiore e 14 denti per l’inferiore. Il corpo del deragliatore è realizzato in poliamide rinforzato in carbonio, alluminio 7075 e 6082. Le viti sono in acciaio inox. Il tutto è orientato alla leggerezza, ma tenendo conto dell’utilizzo gravoso su terreni fuoristrada, fango, acqua, sabbia, etc.. quindi anche alla durevolezza. Il peso è di 275gr per un prezzo di 247eu.

La cassetta è realizzata in 2 pezzi, ed è compatibile solo col nuovo corpetto N3W. Le scalature disponibili sono tre come detto. Noi abbiamo avuto in test la 9-42, che viene definita “Gravel Race”, con scalatura 9, 10, 11, 12, 13, 14, 16, 18, 21, 25, 30, 36, 42. Quindi con un salto di 1 dente per i primi 6 pignoni. Il costo della cassetta è di 245eu per tutte le configurazioni.

Il peso da noi rilevato è di 396gr.

Molto bella la guarnitura monocorona in carbonio.

La guarnitura è Ultra-Torque, con l’asse in acciaio 630. Le corone disponibili sono 38-40-42-44. Le corone sono facilmente intercambiabili solo smontando le viti sui 4 bracci. Non serve smontare la guarnitura. Le lunghezze di pedivella disponibili sono quattro: 165, 170, 172.5 e 175mm. Il peso della guarnitura è di 615gr (170mm, 38T). Il prezzo è di 347eu. Alle estremità delle pedivelle sono montate delle protezioni in gomma rimovibili per evitare che si rovinino al contatto con sassi, ghiaia, etc..
La guarnitura dell’Ekar viene montata con il nuovo movimento centrale Protech. Questo movimento è disponibile in vari standard si basa su un anello esterno a tenuta stagna brevettato. Assieme al manicotto in polimero serve a non far entrare sporcizia, sabbia, fango, etc.. all’interno dei cuscinetti ed è specifico per utilizzo gravel. Peso 50gr per 33eu di prezzo.
I comandi hanno l’ergonomia e quindi il disegno dei comandi da strada. Le leve sono realizzate in carbonio con l’estremità inferiore laserata per rendere migliore il grip delle dita sul freno.
Nuova è la forma del pulsante interno per la scalata in basso: realizzato con un disegno a S (denominato Lever 3) che consente di raggiungerlo facilmente col pollice anche in presa bassa. Il Reach della leva è regolabile.
Non è presente il sistema di scalata multipla con questo pulsante come su strada però. Questo è stato fatto dagli ingegneri Campagnolo per evitare che su terreno sconnesso si scali involontariamente più pignoni. 420gr il paio, per un prezzo di 382eu il destro e 304 il sinistro (compresa guaina del freno e olio).
Infine i nuovi freni. Ovviamente a disco idraulici. Le pastiglie sono organiche. Il peso è di di 110gr per la pinza anteriore e 95gr per la posteriore.
Le pinze vanno a stringere rotori in acciaio, sia per la pista che per lo spider. Lo spessore della pista frenante è di 1,85mm. disponibili in misure 140 e 160mm. Il peso dei 160mm è di 157gr. Prezzo 36eu.

Prova

Abbiamo provato l’Ekar montato su una Specialized Diverge provvista delle nuove Campagnolo Shamal Carbon. Gommate con coperture Specialized Pathfinder da 38mm.
Il gruppo ha funzionato perfettamente per tutta la prova, che è consistita in svariati giri su asfalto, fuoristrada leggero e sentieri montani. La cambiata è secchissima, cosa dovuta alla frizione del cambio, ma allo stesso tempo precisa. Non è mai stato necessario fare regolazioni durante tutto il test. L’ergonomia delle leve è quella eccellente che conoscono tutti gli utilizzatori dei gruppi Campagnolo strada.
La forma della “leva 3”, ovvero del pulsante di scalata interno è una piccola rivoluzione: seppur strana visivamente per chi è abituato a decenni di gruppi Campagnolo, è assolutamente pratica e valida. In presa bassa non servono (più) contorsioni del pollice per scendere di pignone. Una novità che speriamo di vedere presente anche nei prossimi gruppi strada. Così come la catena con falsamaglia, una cosa che davvero mancava nel mondo Campagnolo. Ad ogni modo veramente nulla da segnalare sulla cambiata: ottima e mai un problema.
I freni sono ottimi. Pur completamente diversi da quelli strada, hanno il medesimo feeling, non troppo aggressivi e molto modulabili. Nessun problema di affaticamento anche in sentieri ripidi. Idem per i rumori: nessun fischio molesto o “zin-zin” anche da bagnati.
Eccellente anche la scalatura della cassetta. Avere i primi 6 pignoni con un salto di 1 dente (con cassette 9-36 o 9-42) rende l’Ekar veramente fruibile anche su strada, senza fastidiosi buchi per trovare cadenza e/o andatura. Anche da metà cassetta in su la scalatura mi è parsa ottima in salita. Con gli ultimi due pignoni veramente da utilizzare come “jolly” su cementate o salite sterrate ripide.
Le 13V e questo tipo di scalature rendono finalmente sfruttabile a dovere una bici per utilizzo “misto” come si propongono le Gravel.
Tutte le ruote future Campagnolo saranno native con il nuovo standard N3W, il che significa che avranno anche dei cricchetti maggiorati per resistere alla maggiroe coppia torcente data dai pignoni più grandi (come il 36 o il 42). Per ora dal mondo Campagnolo, per utilizzo Gravel, vengono proposte le Fulcrum Rapid Red 900 e 300 e le Shamal Carbon che abbiamo avuto in test noi. Ruote su cui vale la pena di spendere due parole, dato che sono davvero ottime: resitentissime (preso botte notevoli su rocce e sassi) senza aver mai avuto alcun problema, per un peso di 1585gr, che ne fa ruote utilizzabili veramente a 360° cambiando coperture.
Per concludere, gli ingegneri Campagnolo hanno anche avuto un occhio di riguardo per la manutenzione, facilitandola dato che il gruppo Ekar necessita di due brugole 2, 4 e 5mm, l’utensile UT BB110 (per la guarnitura) ed una chiave Torx 25 per essere smontato e regolato.
Nel complesso quindi un gruppo realizzato con la consueta qualità Campagnolo nelle lavorazioni meccaniche e per il carbonio e con piccole, ma importanti novità che fanno presagire ottime cose anche per i futuri gruppi strada 13V.
Al momento l’Ekar si troverà in primo montaggio su bici Specialized, Pinarello, Ridley, Wilier e 3T. Mentre partner nel settore ruote che rilasceranno prodotti compatibili N3W sono DtSwiss, Tune, Roval e Newmen.

Commenti

  1. rockarolla:

    Se qualcuno fosse ancora interessato a parlare del gruppo in questione anziché battibeccare sulle solite disquisizioni di fisica teorica e sparate da pescatori...

    Una cosa che nessuno menziona mai riguardo alla progressione delle scalature è che eliminando la deragliata si elimina quel passaggio in cui la doppia corona (in particolare modo con guarniture molto spaziate come compact e sub-compact) NON PUÒ essere progressiva, passaggio che peraltro capita solitamente in momenti di discreto sforzo fisico. Non mi riferisco alla maggior semplicità gestionale e minor rischio di inconvenienti, ma proprio alla continuità che una singola corona permette dovendo solo scorrere tra i pignoni posteriori. Ad esempio a me capita spesso (con 50/34x12-25) di ritrovarmi in leggera salita e sentire il 50/19 un pochino troppo duro...non volendo incrociare troppo la catena, o rimango sul rapporto e mi adatto a una cadenza troppo bassa, oppure scalo sul 34 e aggiusto fino al...14!!! Che oltre ad essere un'operazione infinita, è un incrocio ancora peggiore...
    Con ad es. un 42x9-36 posso semplicemente passare dal 16 al 18 e ho praticamente lo stesso salto che passare dal 19 al 21 col 50...e proseguire al variare della pendenza. Personalmente trovo che questa sia progressività, tale e quale avere 15-16-17 in fila, che peraltro si ritrovano con salti molto simili col 42x12-13-14.

    Detto ciò, finora sono sempre stato molto scettico riguardo al monocorona su bici stradali (gravel comprese), proprio a causa dei salti troppo abbondanti sui pignoni da pianura su cassette 11v e anche 12v, cosa decisamente aggravata dalla mancanza di cassette pensate per tali usi e una sola corona (con le 12v citando ad es. SRAM si passa dal 10-33, con troppo poco range, al 10-50... inutilizzabile su strada, asfaltata o meno, almeno per il mio modo di pedalare).
    Con questo gruppo Campagnolo (ma anche con l'1x13 Rotor) c'è finalmente una soluzione che permette di avere sufficiente spaziatura e salti più che accettabili, almeno per me (e se si dà un'occhiata che corone e cassette la maggior parte delle gente usa, non solo per me) e almeno per uso gravel, senza sfigurare neanche su asfalto.
    La ciliegina sulla torta sarebbe una cassetta 9-32 per bdc, in modo da ridurre i salti tra i pignoni grandi, che onestamente nella 9-36 sono gli unici che di discostano in modo degno di nota da quelli dei più diffusi setup stradali. Speriamo ci pensino!
    Dal 50-19 vai al 50-21 senza problemi, non sei troppo incrociato.
  2. Mini4wdking:

    Eh, quindi c'è mezza differenza di distanza fra le due corone, che equivale a BEN MENO che la distanza fra due pignoni... quindi se vai sul primo pignone con la mono (e non vedo perché non dovresti andarci) sei più incrociato a sinistra che se stai con la grande e il TERZULTIMO pignone più grande.
    Insomma ho i miei dubbi che la distanza fra un pignone e il successivo sia di meno che quella fra le due corone
  3. Mini4wdking:

    No. Attenzione riepilogo, che state facendo confusione.

    Situazione 1: 50 21, quindi corona esterna, tertultimo pigone più interno (in un pacco 12-25 o 11-25)
    Situazione 2: monocorona con pignene più grande

    il Pignone più grande di una mono sarà nella stessa posizione del 25 della cassetta dell'esempio in situazione 1, la monocorona sarà a metà fra la 50 e la 34 della situazione 1.
    Quindi abbiamo: nella situazione 2 la corona è più a sinistra di "mezzo spazio fra le due corone", il pigone della situazione 2 è DI DUE SPAZI FRA PIGONI più a sinistra

    Chiaramente la somma di due spazi fra pigoni (lo spazio fra 3 pignoni, di fatto) è ben superiore alla META' fra lo spazio delle due corone, no?
    Si questo si, ma infatti per me il terzultimo pignone si può usare senza alcun problema così come non mi hanno mai dato problemi gli.incroci estremi con il monocorona
    Gli unici incroci da evitare sono quelli estremi con la doppia dove la catena è davvero tanto inclinata e c'è il deragliatore a dare fastidio