Confermati gli incentivi per le biciclette

Confermati gli incentivi per le biciclette


marco, 14/05/2020

Nel Dl Rilancio, lungo ben 464 pagine, è stato approvato il bonus per le biciclette. Riportiamo l’articolo riguardante la decisione (Art.205 Misure per incentivare la mobilità sostenibile).

Offerte, fine serie e occasioni sulle bici di Decathlon

A valere sul programma sperimentale, ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8 ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Il “buono mobilità” di cui al terzo periodo può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Al fine di ridurre le emissioni climalteranti, a valere sul suddetto programma sperimentale, ai residenti nei comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE che rottamano, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021, autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, è riconosciuto, nei limiti della dotazione del fondo di cui al primo periodo e fino ad esaurimento delle risorse, un “buono mobilità”, cumulabile con quello previsto dal terzo periodo, pari ad euro 1.500 per ogni autovettura e ad euro 500 per ogni motociclo rottamati da utilizzare, entro i successivi tre anni, per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita, e di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8 o per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale”.

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Commenti

  1. Brunofl:

    Ma faranno girare i soldi e l'economia del settore. Poi ci saranno quelli che non avevano mai usato lan bici neanche per svago, che cominceranno ad usarla migliorando così le proprie condizioni fisiche, altri ancora andranno al lavoro, magari con bici classica o a pedalata assistita migliorando non solo la propria salute, ma contribuendo alla riduzione dell'inquinamento o evitando bus e metro affollati. Con ricadute positive non solo all'economia del settore e dell'indotto, ma anche sui costi della sanità. Qualcuno rimarrà fuori, me compreso (anche se potrei), ma io ho già una bdc e una gravel e meglio che ne usufruisca chi la bici non ce l'ha o non ne ha una adatta...
    Io la vedo in modo diverso dal tuo. Quante persone non utilizzano la bici per paura del traffico e mancanza delle ciclabili? Tante
    Quante persone non possono portarsi la bici dentro l'ufficio? Anche li credo almeno un buon 60%
    Quindi non credo che il problema sia comprarsi una bici da 100 euro ma la mancanza di sicurezza sulle strade.
    Che poi facciano girare l'economia a me fa felice per i negozi in difficoltà ma credo che il 50% di quei soldi finisca su bici da usare dopo il lavoro.
  2. martin_galante:

    Magari e' stato gia' detto ma non ho voglia di leggere tutte le 10 pagine. Comunque in UK Brompton ha dichiarato che il numero di ordini e' aumentato di cinque volte nell'ultimo periodo.
    anche qui meccanico e negozio pieni. considerando che una bici per fare 20km costa come un fine settimana in montagna, credo non ci sia bisogno di molti incentivi economici per l'acquisto. limitare le corsie delle auto e fare delle strisce per terra penso costerebbe relativamente poco, ma incentiverebbe molto la voglia di spostarsi in bici in zone urbane. ad esempio andare a milano in bici è un incubo, per me, non certo perchè non ho la bici adatta.
  3. buahahah!:

    anche qui meccanico e negozio pieni. considerando che una bici per fare 20km costa come un fine settimana in montagna, credo non ci sia bisogno di molti incentivi economici per l'acquisto. limitare le corsie delle auto e fare delle strisce per terra penso costerebbe relativamente poco, ma incentiverebbe molto la voglia di spostarsi in bici in zone urbane. ad esempio andare a milano in bici è un incubo, per me, non certo perchè non ho la bici adatta.
    Si e' vero. Io sono anche un ciclista urbano da molti anni, ed ho vissuto in diversi paesi del mondo. Nelle realta' in cui ho sono stato piu' a lungo, mi sono anche impegnato per chiedere piu' infrastrutture per le bici. Va detto pero' che l'uso e le infrastrutture devono crescere di pari passo. Cioe' non si puo' pensare di creare un paradiso delle bici stile Olanda, in attesa che tutti inizino a pedalare. E vicevera - non si puo' tornare ad un ciclismo di massa se le infrastrtture nel frattempo si sono convertite alle esigenze di altri mezzi. Uso ed infrastruttura non possono che andare insieme. Olanda, Danimarca etc hanno segnato la via, ci hanno messo trent'anni. Come fare, ora e' abbastanza evidente, di motivazioni ce ne sono piu' che mai, ed anche la tecnica e' migliorata. Speriamo ci voglia meno tempo.

    Un nodo essenziale e' far progettare l'infrastruttura a chi ne sia anche un utilizzatore, o almeno a realta' che abbiano un'esperienza di successo nel settore. Purtroppo, specie in citta', si vedono piste ciclabili disegnate da chi non ha idea delle esigenze dei ciclisti, sembrano fatte tanto per dire che ci sono. Ad esempio in UK ci sono societa' anche senza fini di lucro che fanno consulenza sull'infrastruttura ciclabile, in Francia -dove le piste ed in generale i passaggi ciclabili progettati finoa quindici anni fa sono pietosi- diversi studi hanno maturato una certa esperienza. Persino in Russia, dove mi trovo al momento, hanno messo un piedi una rete di piste e bike sharing accettabile -dopo un inizio difficile con tanti investimenti e poco utilizzo. Nelle grandi citta' italiane siamo ancora alla fase disastro mi sembra -conosco abbastanza Roma: non ci sono infrastrutture ciclabili (passi, sottopassi, semafori etc) al di la di qualche sparuta pista ciclabile realizzata e non mantenuta; l'esperienza del bike sharing, finanzianta e lanciata, e' stata abbandonata dopo che ad un appalto (poi annullato) una societa' spagnola fece un'offerta nettamente migliore della societa' amica dell'allora sindaco. Se il contesto rimane questo, il bonus serve a poco; ma si spera che almeno in qualche comune offra lo slancio per migliorare le cose, e che magari sia coadiuvato in futuro con un'aliquota iva piu' bassa sul settore bici.