Guillaume Martin perplesso su Nadal

Guillaume Martin perplesso su Nadal


Piergiorgio Sbrissa, 07/06/2022

Rafael Nadal ha conquistato due giorni fa il proprio 14° titolo sulla terra rossa del Roland Garros, il 22° titolo del Grande Slam, record assoluto. Ha fatto però parlare il fatto che il campione spagnolo abbia candidamente ammesso ai microfoni di Eurosport di aver potuto disputare la finale “giocando senza sentire il piede. Ho giocato con un’iniezione nel nervo ed il piede era addormentato, è cosī che sono stato capace di giocare“. Alla domanda della giornalista Barbara Schett “quante iniezioni hai ricevuto durante il torneo?” il giocatore di Mallorca ha risposto ridendo “meglio che tu non lo sappia“.

Su questo aspetto della vittoria di Nadal si sono espressi alcuni ciclisti, lamentando l’annosa differenza di trattamento tra vari sport. In particolare è stato Guillaume Martin (Cofidis) a fare il punto su L’Équipe:

Se un ciclista facesse la stessa cosa, a parte che nel ciclismo è comunque proibito, ma ammettiamo non lo fosse, tutti gli salterebbero addosso qualificandolo come dopato. Questo perché c’è uno sfondo culturale e degli stereotipi propri al ciclismo. Mentre la gente incensa Nadal per essere stato capace di fare quello che ha fatto oltre il dolore. Mi sembra che anche Zlatan Ibrahimovic abbia detto che ha giocato con infiltrazioni al ginocchio. Loro passano per eroi perché vincono col dolore, ma di fatto si aiutano con sostanze per sopportare il dolore, ed ancora una volta, è una cosa molto al limite. Un vincitore nel ciclismo, in particolare quello del Tour de France, anche senza il minimo indizio è automaticamente accusato di essere dopato“.

Il motivo per cui il ciclismo è sempre puntato con l’indice in tema di doping non è poi un mistero. Il doping nel ciclismo è stato onnipresente dal giorno 1 della sua storia, e dagli anni ’80 del secolo scorso sino ad una decina di anni fa il ciclismo è stato letteralmente sconvolto dal doping. Come lo stesso Martin ammette senza problemi: “lo ripeto spesso, quando è scoppiato il caso Festina avevo 5 anni ed oggi ne pago personalmente ancora le conseguenze a livello di immagine. Sarebbe anche il momento di passare oltre. Il ciclismo si è costruito poco a poco in rapporto a questa storia negativa e si è dovuto far vedere al mondo che possiamo lavare più bianco del bianco. E’ per questo che i regolamenti nel ciclismo sono strettissimi. Ci sono anche molte squadre che volontariamente aderiscono al MPCC (movimento per un ciclismo credibile) che ha un regolamento ancora più stringente (proibisce in via assoluta corticoidi in competizione -ndr-). La volontà di togliersi di dosso gli stereotipi c’è, ma evidentemente c’è ancora lavoro da fare...”

La questione delle infiltrazioni di Nadal tocca personalmente Martin, il motivo lo spiega lui: “…come molti ciclisti ho avuto delle tendiniti ad un ginocchio. Ho corso tutto un giro di Catalogna ed un giro della Sicilia con una tendinite. Avevo dolore, non sapevo se sarei riuscito a partire nella tappa del giorno successivo, e chiaramente sarebbe stato tutto facile con un’infiltrazione, ma non lo so...”.

Le similitudini per Martin non si esauriscono li: “…il tennis ha dei parametri molto simili al ciclismo, è uno sport di resistenza con delle accelerazioni, quindi penso che gli stessi prodotti possano avere un effetto dopante anche per il tennis. In questi casi non vedo perché ci debbano essere regolamenti differenti“.

Cosa fare quindi?

Il regolamento antidoping dell’UCI è per me un minimo. Ci sono un sacco di cose che sono autorizzate, ma che io non prendo. È tutta una questione di zone grigie, di utilizzare medicinali che sono normalmente utilizzati per altre patologie, come tumori, sclerosi a placche, etc. A me mette a disagio l’idea di prendere questa roba per migliorarmi come ciclista. Eppure è autorizzato“.

D’altronde il doping per sua natura si presta a diverse interpretazioni, come coglie bene Martin: “se si parla di doping come qualcosa che fa male alla salute c’è già un contro-argomento facile: fare sport ad alto livello non fa bene alla salute, ed alcuni dopati possono confermare che ci si fa meno male e si usura meno l’organismo dopandosi. Difficile provare il contrario. Dire che il limite è tra autorizzato e non autorizzato anche non mi sembra un buon criterio. Quindi è più una questione di etica personale: è giusto dirsi che si ha bisogno di prendere del paracetamolo per fare una corsa in bici? Che senso ha? Per me il senso si perde nel momento in cui si comincia con le sostanze. La modalità del dirsi “prendo questo per essere migliore“.

Commenti

  1. samuelgol:

    La risposta vale per entrambi. Il concetto che viene espresso è una affermazione sarcastica gratuita di un x atleta, verso un altro y atleta, il quale y atleta non fa le norme sportive ed è suo compito rispettare quelle che il suo sport impone.
    Quindi in primis io biasimo il concetto che è stato espresso e il modo con cui è stato espresso. Dopodichè la personalità di chi esprime un concetto ha la sua rilevanza nel giudizio. Se un santo mi dice "hai rubato, pentiti,", non è come se me lo dice un ladro. E' un esempio, con questo non voglio certo dire che Pinot sia un ladro.
    Secondo me il tuo è un pensiero sbagliato, ma non sarò certamente io con le mie parole in questo forum a farti cambiare idea.
    Detto questo è bello anche potersi confrontare con gli altri. :°°(
  2. samuelgol:

    Penso cambi anche il principio. Un farmaco ammesso è lecito, quindi si fa una cosa lecita. Un farmaco vietato è vietato, quindi si imbroglia. La differenza fra lecito e vietato sta, suppongo, negli effetti dannosi che quel farmaco può fare al fisico quanto negli effetti modificativi della prestazione. Nadal ha una patologia ed ha preso un farmaco lecito, mediante una pratica ammessa, per lenire una patologia (sebbene senza guarirla, anzi lenendo il dolore per giocarci sopra, probabilmente peggiorandola).
    Martin ci rosica e sotto un certo punto di vista ha ragione, perchè la caccia alle streghe di cui a turno ci si lamenta salvo cavalcarla, specie verso i ciclisti che non ci sono simpatici, ha portato a un livello di proibizione probabilmente esagerato.
    Non credo che sia cosi semplice come sostieni tu...ti faccio una domanda..perche' nle ciclismo il farmaco X e' proibito e nel calcio,tennis e canottaggio il famaco X non e' vietato??
    Un esempio....quando 15/20 anni fa di preciso non ricordo, provarono a fare i controlli antidoping incrociati sangue/urina nel calcio ed estrassero,sfortuna. Davids della juve e Gatuso del milan,le societa' e gli atleti stessi gridarono allo scandalo,che nonerano carne da macello che erano trattati da drogati..risultato??? tutto sospeso a mai piu' fatto..non parlaimo poi del canottaggio e del tennis sport che a fatica non hanno niente di meno del ciclismo ma sono fighi(il tennis) portano medaglie(canottaggio) e allora tutti zitti
    A me sembra che pura ipocrisia gettare sempre e solo la croce sul ciclismo...non voglio dire che non si aiutino ma lo faano in tutti gli sport solo che il ciclismo e' una cassa di risonanza enorme e costa poco da qui sempre la spada puntata
    P.S. nel calcio e' sotto gli occhi di tutti che usano efredina a vagonate...il giorno che arrivano in ritiro hanno tutti la pancetta dopo una settimana tutti magri e asciutti....ho 57 anni ne ho viste di cose nel mondo del calcio(ho giocato e allenato) so quello che dico...quando una partita va ai supplementari dopo 5 minuti hanno tutti i crampi...sai da cosa dipende? dalla fine del'effetto dell'efedrina che guarda caso in Spagna e' legale e la usano per le malattie da raffreddamento(non so se adesso l'hanno vietata anche loro)
    Cmq non sto a difendere nessuno dico solo che ogni sport ha il suo scheletro da nascondere solo che nel ciclismo lo tirano fuori sempre quando vogliono negli altri sport no e questo e' un dato di fatto
    Un ultimo esempio e chiudo.....quanti casi di doping hanno trovato alle ultime olimpiadi "controllando"migliaia di atleti??? facciamo 1,2,3, domande e abbiamo la risposta
  3. samuelgol:

    Si ritorna ai soliti discorsi. Qualsiasi medicinale modifica lo stato dell'essere umano, dall'aspirina in su. La legislazione sportiva consente l'uso dei medicinali a scopo curativo e trovo che non ha senso dire "Tizio senza il raffreddore curato dall'aspirina è andato meglio che se fosse stato raffreddato". C'è un confine fra ciò che è lecito prendere, ciò che pur non essendo lecito si può prendere con autorizzazione e ciò che non si può in ogni caso prendere. Questo confine è chiaro, sancito da una lista e almeno per quanto riguarda le sostanze conosciute e vale per tutti, quindi sulla carta tutti sono nelle stesse condizioni. Tutti possono prendere una aspirina (che non fa male o poco poco) nessuno può prendere epo (che dicono faccia male male, io non lo so) per alzarsi l'emoglobina e l'ematocrito bassi
    La lista delle sostanze lecite e non lecite non e' per tutti uguali
    Un paio d'anni fa o forse piu un ciclista al tour de france e' stato punta da una vespa o ape non ricordo insomma aveva un occhio completamete chiuso dallo shock anafilattico che aveva avuto..chiese di poter prendere cortisone e la risposta fu....ritirati perche senno' dobbiamo squalificarti per doping
    E i tennisti e i calciatori si fanni iniezioni di antidolorifico lecite???
    Suvvia siamo alle comiche