I nuovi obiettivi di Peter Sagan

I nuovi obiettivi di Peter Sagan

10/02/2020
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10/02/2020

Quest’anno ho rinunciato ad iniziare la mia stagione in Australia e mi sono allenato a Monaco. Per me è più o meno lo stesso. Le basi si fanno tranquillamente in inverno e si continua lavorando in intensità. Ormai so che posso mantenermi ad alto livello da gennaio a ottobre. Deve essere anche una questione d’età. Ho l’impressione di essere cambiato. Voglio concentrarmi innanzitutto sulle corse importanti e non andare più a cercare la vittoria su ogni corsa ed ad ogni costo.”

Così Peter Sagan, ormai 30enne, intervistato dopo l’inizio, peraltro non troppo brillante di questa stagione.

Dopo il Tour de San Juan, si è diretto in Colombia per un lungo stage in altitudine vicino Medellin, località ormai diventata molto frequentata dai vari pro. Il rientro in Europa per la Strade Bianche. Il primo vero obiettivo stagionale è la Sanremo: “il genere di corsa che vorrei aggiungere al mio palmarés“.

Dopodiché la campagna delle Fiandre, come d’abitudine.

Novità di questa stagione sarà la partecipazione al Giro d’Italia. Questo però non gli farà mancare il Tour, per la caccia all’8^ maglia verde, quindi olimpiadi e mondiali: “penso di avere i titoli per dire che su una corsa di un giorno può succedere di tutto. Dall’inizio della mia carriera sono sempre stato contento di quello che ho vinto e di come l’ho vinto. So che da dieci anni il ciclismo è molto cambiato, lo stile delle corse è più aggressivo, più anarchico (alla faccia di chi dice che radioline e powermeter hanno anstetizzato tutto -ndr-). Ma se continuo, se sarò ancora sulla bici sarà per una sola ragione: avrò voglia di vincere“.

 

 

Commenti

  1. 123lorka:

    Il problema , credo, non sia il Sagan in bici, ma il Sagan extrabici...il divorzio dalla moglie e stato un macigno sul suo morale...se non ritrova la serenita a certi livelli non lo rivedremo piu...
    non credo sia solo il divorzio........lui deve un po' reinventarsi come corridore,obbiettivamente non ha piu' la sparata di quando ne aveva 23-24 di anni,adesso dovrebbe correre piu' di potenza,per capirci alla Cancellara( ma anche qua non e' Cancellara).
    La sparata del Poggio di 3 anni fa non credo sia piu' nelle sue corde,ma una sparata alla Nibali si......deve diventare piu' furbo e non essere faro unico della corsa......il talento e' enorme,deve solo capire come uscire fuori da questa situazione......poi finito non e' finito,perche' il mondiale di pochi mesi fa' se non dormiva o comunque si prendeva i suoi rischi,quando e' andato via Trenti con MVDP lo poteva vincere e molto probabilmente lo vinceva visto che aveva una grande gamba.
  2. jan80:

    non credo sia solo il divorzio........lui deve un po' reinventarsi come corridore,obbiettivamente non ha piu' la sparata di quando ne aveva 23-24 di anni,adesso dovrebbe correre piu' di potenza,per capirci alla Cancellara( ma anche qua non e' Cancellara).
    La sparata del Poggio di 3 anni fa non credo sia piu' nelle sue corde,ma una sparata alla Nibali si......deve diventare piu' furbo e non essere faro unico della corsa......il talento e' enorme,deve solo capire come uscire fuori da questa situazione......poi finito non e' finito,perche' il mondiale di pochi mesi fa' se non dormiva o comunque si prendeva i suoi rischi,quando e' andato via Trenti con MVDP lo poteva vincere e molto probabilmente lo vinceva visto che aveva una grande gamba.
    Ok su tutto ma non sul mondiale: fosse andato in fuga avrebbe dovuto tirare anche lui è cuocersi come hanno fatto tutti quelli davanti.
    MVDP è saltato, Trentin non ne aveva più, ha vinto quello che si è trovato la gamba migliore.
    Lui dietro si è risparmiato e ha fatto lo scatto gli ultimi km, davanti non avrebbe potuto farlo.
  3. MP_nella_BG:

    Chiedere a Sagan di usare più testa e meno Istinto è chiedergli di non essere Sagan.
    Un Sagan diverso. I più grandi e longevi campioni sono quelli che si sono adattati nella loro carriera alle loro stesse mutate possibilità. Se fai a 31 anni quello che facevi a 21 prendi schiaffi. Ovvio che poi l'istinto del momento può rimanere.