La vittoria dello Swatt Club ai campionati nazionali strada italiani sta facendo parlare tutto il mondo del ciclismo. Abbiamo cercato di farne un po’ il punto e chiarirne altri con il direttore sportivo di questo Club, Giorgio Brambilla, personaggio noto a tutto il mondo ciclistico.
Bdc-Mag (Bdc): Cominciamo dall’inizio: quando avete cominciato a pensare a questi campionati italiani? Come ci siete arrivati? Qual’è stato il programma? Anche tatticamente.
Giorgio Brambilla (GB): L’idea degli italiani è nata da subito, da quando è nata la squadra, perché era la corsa più importante per noi, visto che era l’unica occasione per correre contro atleti World Tour, in quanto i corridori WT non possono fare le corse .2 e noi possiamo correre al massimo quelle gare, quindi per noi era l’unica possibilità di punto di unione per la nostra realtà. Ci abbiamo pensato sin da subito, anche perché per partecipare dovevamo fare dei punti, e quindi abbiamo cercato da subito di fare più punti possibili con tutti i ragazzi. A livello tattico, la cosa è stata piuttosto semplice, anche perché la Astana si è messa subito a gestire la corsa come se fosse una gara di alto livello, senza rendersi conto che invece era una corsa diversa. Se fossero andati in fuga Polti, Bardiani e Astana la corsa sarebbe finita…. .all’inizio. L’hanno interpretata come se fosse una corsa normale con squadre da 8 corridori, invece non era cosi. Quindi bene per noi che l’hanno gestita in questo modo. Noi siamo andati in fuga più piano possibile fino al circuito, in modo da risparmiare energie. Prima del circuito hanno accelerato, sono passati da 1′ a 5′, anche questa secondo me è una cosa strana da vedere…lo sai che in fuga le persone vanno piano per cercare di risparmiare energie e poi accelerano nel finale, non pensavo che riuscissero a passare da un 1′ a 5′ in cosi poco tempo, ed a quel punto su un percorso cosi duro e caldo, duro nel senso pieno di curve e senza pianura, più che per l’altimetria esagerata, ti assicuro che con tutti quei su e giù e quelle curve era fastidioso come percorso; con un percorso cosi duro ed il caldo chiudere 5′ vuol dire spremere il gruppo e tirare forte e secondo me questa cosa è rimasta nelle gambe di tutti quelli che erano dietro.
Bdc: Mi sembra che nelle vostre gare voi non possiate usare le radio. Pensi che questo sia stato un vantaggio o no per voi rispetto ai WT che le usano sempre?
GB: Noi non abbiamo mai potuto usare le radioline. È assurda questa cosa: nelle gare inferiori alle nostre, quindi quelle dei dilettanti, si possono usare, nelle gare superiori alle nostre si possono usare, nelle gare che facciamo noi, .2, non si possono usare. E quindi è tutto l’anno che corriamo senza radio, e questa cosa ha aiutato i ragazzi a fare gruppo ed a gestirsi più rapidamente ed in modo più efficace durante la gara. Nelle prime corse abbiamo fatto un po’ di errori (e continuiamo a farli anche adesso), però dopo ogni gara facciamo un debriefing e parliamo di quello che è andato e quello che avremmo potuto fare meglio, e quindi quando si trovano nella gara successiva e capitano cose simili prendono magari scelte migliori rispetto la volta precedente. Detto ciò domenica sono stati veramente bravi. Vedo che tanti mi stanno incensando, ma in realtà la mia responsabilità è minima, la realtà è che sono stati loro a fare questa tattica sul momento e sono stati veramente bravi.
Bdc: ci potresti dire un po’ che tipo di corridori sono quelli dello Swatt? Che caratteristiche hanno e perché potrebbero essere interessanti per delle Conti o WT?
GB: Allora, ti parto da quelli in fuga: Francesco Carollo è un velocista leggero che tiene abbastanza su percorsi non troppo duri ed ha uno spunto veloce buono e può giocarsi volate ristrette; Lorenzo Ginestra è uno scalatore puro, leggero, piccolo, scattista, ma adatto anche a corse tipo Ardenne, come concetto. Non dico che deve fare la Liegi, ma come tipologie di corse. Niccolò Pettiti è simile a Carollo, forse tiene un pochino meglio in salita però è più leggero ed è più veloce. Ha vinto Poggiana e quindi potrebbe funzionare come attendista, un corridore che potrebbe attaccare per poi fare una volata a ranghi ristretti battendo gli avversari in fuga. Poi abbiamo il Gaffu (Mattia Gaffuri -ndr-) che è il fondista puro, corridore adatto a salite da mezz’ora in su. Soffre i cambi di ritmo, infatti il percorso degli italiani non era assolutamente adatto a lui, non voleva nemmeno venire a dire la verità perché pensava di soffrire troppo la salita fatta forte cosi breve. Gaffu non so se arriva a 1000W quindi quando scattano a 7-800W lui va in difficoltà, ma se si mette a 400W ci sta per un’ora. È leggero quindi su salite lunghe e costanti è adatto a fare un lavoro per squadre grosse per tirare salite lunghe, ma questo è un ruolo che c’è solo in 4 squadre ormai, le WT più forti che hanno i campioni. Le altre squadre questo lavoro non lo fanno. Oppure può andare in squadre meno forti e provare ad andare all’attacco per vincere le tappe. Il punto è che ilGaffu per le sue caratteristiche è adatto ad andare nel WT dove ci sono salite lunghe per cui è adatto. Nel calendario .2 salite lunghe non ce ne sono, o ce ne sono 2-3 all’anno, quindi non è proprio adatto a questo tipo di livello. Sembra assurda questa cosa, ma si troverebbe meglio a livello WT che a livello .2. Conca è molto strano, perché è molto pesante, attorno ai 77-78kg, ma non ha spunto veloce. Però è potentissimo. Ha una V02max esagerata, ha una potenza sui 20′ esagerata e quindi è il gregario perfetto. Io non capisco come non faccia ad essere un gregario WT uno come lui, perché è uno che ti può tirare tutto il giorno in pianura, ti può tirare in salite pedalabili mettendo in difficoltà quelli leggeri, e tiene fino a salite all’8-9% dove può ancora stare in testa a tirare. Quindi, come il Gaffu è uno adatto a squadre WT come UAE, Visma, Soudal e Bora, le squadre che devono controllare la corsa. In altre squadre servirebbe solo per andare in fuga. Quindi c’è un po’ questa limitante. Poi c’è Giacomo Garavaglia che adesso è infortunato, che è un corridore tuttofare che è tanti anni che è dentro; e poi c’è Kasper Andersen che è un bel talento, che è ancora più veloce, ed ha vinto la Torino-Biella quest’anno, e meriterebbe di passare. E poi c’è Oliver Knudsen, che è un po’ meno dotato, ma è molto intelligente. Lavora part-time e ci aiuta anche con la logistica e le tattiche. E poi c’è anche Mattia Fontana, che doveva fare solo gravel, ma è venuto in Canada sostituendo Ginestra che non era potuto venire, ed è un bel corridore, è un bel mulo e tiene bene, ha tanta potenza in pianura ed anche se è pesante ci ha aiutato a tenere la corsa quando avevamo la maglia gialla in Canada.
Bdc: Visto che ora lo Swatt Club è sotto i riflettori, ci puoi dire che tipo di persone cercate? Che tipologia di corridori? È aperto a tutti? Come funziona il reclutamento? Fate dei test?
GB: Su questa cosa dobbiamo ancora ragionarci per l’anno prossimo. Ti posso dire com’è andata quest’anno. Quest’anno hanno creato un form dove si chiedevano un po’ di informazioni e l’unica cosa è che si specificava che si sarebbe corso 2-3 volte al mese, e basta. I ragazzi hanno veramente fatto un atto di fede ad entrare in questo Team. Perché non sapevano come sarebbe andata quest’anno. L’anno prossimo tutti hanno sotto gli occhi che anche con poco budget siamo persone serie e quindi le cose potrebbero essere ancora più semplici. Il punto sarà capire che budget avremo l’anno prossimo, che livello di squadra avremo, se ancora Club o diventeremo Continental, e nel caso in che nazione saremo tesserati, per capire anche che tipo di nazionalità di corridori potremo prendere, e poi in base a tutte queste cose decideremo che tipo di paletti mettere per decidere chi prendere, ma queste sono scelte che competono a Carlo Beretta (il presidente dello Swatt -ndr-) più che al sottoscritto. Comunque il concetto base è quello di dare la possibilità a ragazzi con tanto motore che non hanno più la testa per tanti motivi: delusi, amareggiati, che non riescono più ad allenarsi, che non hanno più piacere a correre in bicicletta, quindi persone che sulla carta hanno un motore devastante, ma non riescono ad esprimerlo. In questo ambiente noi riusciamo a ridargli grinta, piacere di andare in bici, voglia di correre. E poi, siccome il motore ce l’hanno già riescono a fare il salto di qualità.
Bdc: Uno dei temi caldi sollevati da tanti riguardo la vostra vittoria è vederla come una “risposta” o un messaggio alla federazione, o addirittura all’UCI, cose con cui io non vedo il nesso. Invece non pensi che il vostro risultato possa essere più una risposta a come sta andando adesso il mondo del ciclismo, con colli di bottiglia sempre anticipati per i giovani e quindi tanti “scartati” e delusi da questo sistema?
GB: Anche secondo me la federazione non centra nulla con la situazione specifica. Questi corridori sono stati lasciati al vento da squadre private, non dalla federazione. La federazione può prendere spunto per cercare di cambiare un pochino le cose, mettendo i soldi dove servono. Perché hanno il potere di rendere più semplice la burocrazia per le squadre continental e club, in modo da renderle più accessibili. Perché se c’è un ragazzo di 25 anni che scopre il ciclismo e si rende conto di andar forte deve avere la possibilità di andare a correre. 25 anni ovviamente è una cosa estrema, ma diciamo 20 anni. Uno che inizia a 20 anni fa una fatica immensa per emergere. Prendiamo Gaffu: è uno che ha tanti numeri, ma uno che ne ha un po’ meno e non ha la determinazione che avuto il Gaffu in questi anni non lo vedremo mai emergere. Quindi si, la federazione potrebbe rendere le cose più semplici togliendo un po’ di regole inutili, tipo il numero minimo di italiani o il numero minimo di U23 per fare una continental. Se uno vuole fare una Conti di tutti 30enni qual’è il problema? Vai a correre corse .2, fai il tuo calendario in giro per l’Europa, le gare U23 italiane sono salve perché non puoi andare a farle, a maggior ragione se hai una squadra di tutti élite, quindi sopra gli U23, con cui non rompi le balle nelle gare U23 o regionali e sei a posto. Intanto però permetti a dei ragazzi che sono più forti dell’amatore classico tesserato Acsi o che fa le granfondo di correre con professionisti di alto livello o altri amatori come lui. È più bello, più divertente ed ogni tanto puoi far saltar fuori un bel talento. E poi fatto questo la federazione dovrebbe trovare il modo di estendere il passaporto biologico a tutte le formazioni che partecipano alle gare 1.2. Noi fortunatamente dei 5 ragazzi che erano ai campionati italiani 4 fanno il passaporto biologico e l’ADAMS perché arrivano da un livello superiore e quest’anno hanno continuato a farlo. Il Gaffu non lo fa perché lui ovviamente non arriva dai professionisti e quindi non è mai stato inserito nel sistema, ma a me piacerebbe che lo facessero tutti quelli che partecipano a questo livello, in modo da togliere dubbi, perché se di questi 5 ragazzi qui nessuno avesse fatto il passaporto, io non conoscessi i ragazzi e fossi una persona esterna dopo una prestazione cosi mi farei qualche domanda, quindi mi piacerebbe che i ragazzi si sentissero legittimati a fare risultati. Il passaporto li mette allo stesso livello degli altri corridori WT e quindi se vanno più forte è per motivi tattici, tecnici o fisici e non per altre cose che non voglio nemmeno nominare. Mi piacerebbe che la federazione estendesse il passaporto a tutte queste realtà.
Bdc: Per chiudere. Come ti senti ad essere il DS della squadra che ha la maglia tricolore, e come pensate di gestire questa cosa? Sia a livello di comunicazione sia per il futuro dei vostri corridori. Quali sono i progetti dello Swatt Club adesso che forse comincia la parte più difficile, quella della gestione del risultato e dei corridori.
GB: Questa è più una domanda da fare al presidente Beretta, ma io penso che Conca non correrà più con lo Swatt Club, non farà più nemmeno una gara, ma nel giro di 1-2 settimane firmerà con una WT. Quindi bene cosi. Stessa cosa Gaffu, secondo me farà uno stage, anzi dovrebbe essere confermata questa cosa, quindi anche lui non correrà più con noi. Poi mi piacerebbe che passasse anche Kasper Andersen e gli altri ragazzi. Adesso dobbiamo vedere come chiudere la stagione e basta. Se dovessi chiudere la stagione senza più ragazzi sarei ancora più contento sinceramente. E poi vediamo l’anno prossimo, però l’obiettivo è prendere questi ragazzi e farli passare Pro, quindi con meno ragazzi finiamo la stagione perché sono passati e più abbiamo centrato il nostro obiettivo. L’anno scorso con Hellemose, quest’anno con Conca e Gaffuri e forse Kasper, e vedremo l’anno prossimo quanti ne riusciremo a farne passare. Il nostro obiettivo è questo, non abbiamo bisogno di ritorni economici o altre cose. Tutti sappiamo che quello che riusciamo a raccogliere va al 100% a cercare di farli passare. Io mi sento bene, sono stupito e contento di questa cosa, non mi sembra di essere stato cosi rilevante per questo successo come tanti mi stanno dipingendo e quindi continuo a rimanere molto modesto sul mio ruolo in tutto ciò. Però lavorando nella comunicazione cerco di far capire quanto siano stati bravi tutti loro in questa squadra, dal presidente a tutti i ragazzi. Quindi ci tengo che questa idea possa essere portata avanti e crescere ancora di più l’anno prossimo. Il mio coinvolgimento l’anno prossimo sarà simile a quello di quest’anno, quindi se la squadra aumenterà di livello e farà più giorni di corsa servirà un altro direttore sportivo perché io posso dare più o meno 20-30 giorni in una stagione perché poi devo stare dietro a lavoro, famiglia ed altre cose che faccio, quindi se aumenterà il carico di lavoro probabilmente arriverà qualcun altro.
Grazie Giorgio.






tutte le riflessioni e gli spunti che gli ho sentito fare nei vari video su gcn italia erano sempre oggettive, realistiche, analitiche. persone così non sono facili da trovare
io spero che rimarrai più possibile nell'ambiente e sempre più ad alti livelli perché il ciclismo nel 2025 in Italia ha bisogno di persone come te, non come altre!!!
o-o
Tanta roba @Brambo88