L’antidoping testerà di nuovo i campioni del Tour 2017

L’antidoping testerà di nuovo i campioni del Tour 2017

30/05/2020
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30/05/2020

In seguito alle rivelazioni ottenute durante l’inchiesta dell’operazione Aderlass, la Cycling Anti-Doping Foundation (CADF) starebbe testando di nuovo i campioni prelevati dall’antidoping durante il Tour de France 2017 nei laboratori accreditati di Seibersdorf in Austria e Colonia, in Germania. Questo per poter trovare una sostanza dopante prima non rilevabile, che sarebbe stata scoperta e prodotta negli USA. Queste le rivelazioni del quotidiano belga Het Nieuwsblad.

Secondo alcune dichiarazioni di esperti antidoping raccolte dal quotidiano belga, durante il periodo 2016-2017 ci sarebbero state delle sostanze dopanti non facilmente reperibili o addirittura sperimentali, per cui non esistevano protocolli di rilevazione affidabili da parte dell’antidoping. In seguito ad alcune rivelazioni emerse durante l’operazione Aderlass queste sostanze sarebbero state identificate e quindi creati dei protocolli di testing affidabili da parte dell’antidoping.

Nn resta che attendere i risultati.

 

Commenti

  1. brascos:

    Cambia che se vieni beccato tra 3 anni che hai fatto uso di una sostanza non appartenente a quelle consentite hai commesso un illecito senza se e senza ma. L'elenco delle sostanze vietate invece rincorre le sostanze dopanti con tutto quello che ne consegue, la differenza c'è e non è poca.
    L'elenco delle sostanze vietate è in categorie. Se le sostanze "sconosciute" (ieri) rientrano (oggi) in una categoria (e sono talmente ampie che non possono non farlo) ci sarà squalifica. Ad esempio se la sostanza prima "sconosciuta" è un modulatore ormonale rientra nella categoria (vietata) "modulatori ormonali", oggi come ieri. E si lascia spazio per analisi retroattive.

    Se invece una sostanza è esplicitamente consentita, ma poi si scopre che faceva male o era dopante come si fa?
  2. Ser pecora:

    L'elenco delle sostanze vietate è in categorie. Se le sostanze "sconosciute" (ieri) rientrano (oggi) in una categoria (e sono talmente ampie che non possono non farlo) ci sarà squalifica. Ad esempio se la sostanza prima "sconosciuta" è un modulatore ormonale rientra nella categoria (vietata) "modulatori ormonali", oggi come ieri. E si lascia spazio per analisi retroattive.

    Se invece una sostanza è esplicitamente consentita, ma poi si scopre che faceva male o era dopante come si fa?
    Può capitare anche adesso che una sostanza non catalogata come dopante possa far male, non vedo cosa ci sia di diverso, se succede la si elimina dalle sostanze consentite.

    Uno spunto interessante potrebbe venire dai chetoni che sono considerati in zona grigia, o almeno lo erano fino a non molto tempo fa ora non so. Adesso una sostanza "grigia" è consentita, ci son squadre che la usano, mentre nel caso di un elenco di sostanze consentite la logica vuole che una sostanza grigia non dovrebbe essere permessa almeno fino a quando non sdoganata come sostanza "pulita".


    bradipus:

    più che altro, l'elenco di sostanze consentite sarebbe di qualche milione di voci, quando uno ha finito di consultarlo è già troppo vecchio per fare qualsiasi sport...
    Non ho detto che fosse cosa semplice da fare, probabilmente è inapplicabile come da te scritto.