Mallorca 312 è una granfondo che si tiene sull’isola balearica a fine Aprile, i cui partecipanti sono arrivati ormai al numero di oltre 8000, con prevalenza di britannici e tedeschi, e molti altri del nord Europa, oltre agli spagnoli ovviamente. Il numero di italiani non arriva all’1% per cento, e pertanto l’organizzazione ci ha chiesto di mostrare i motivi per cui anche dalla penisola ci sarebbero buoni motivi per parteciparvi.

Innanzitutto è fondamentale rammentare i percorsi, che sono tre: il lungo di 312km e 5000mt di dislivello, il medio di 225km e 3973mt, ed infine il “corto” di 165km e 2475mt. Percorsi che si snodano nell’isola di Mallorca sfruttando la catena montuosa a nord denominata Serra de Tramuntana, patrimonio mondiale dell’UNESCO, e sede dell’omonimo trofeo UCI che si tiene a fine Aprile.

Lo slogan con cui viene proposto questo evento è “more than a granfondo”, ed in effetti si tratta di qualcosa di un po’ speciale in rapporto alla classica granfondo da fare col coltello tra i denti, ma per l’appunto più una giornata di festa in bici. Non c’è infatti una classifica ufficiale, semplicemente ognuno può scaricare tramite la app la propria posizione ed il proprio tempo di gara, ma non c’è alcuna enfasi sul lato “competizione”. Questa cosa, parlando con un po’ di partecipanti incrociati, è uno dei motivi del costante crescente successo di questo evento negli anni. Ne viene apprezzato il lato “rilassato”, all’interno del quale ognuno però può decidere di cercare la prestazione contro gli altri o se stesso.

Gli scenari sono davvero magnifici, quindi nell’eventualità si opti per il percorso lungo si avrà a disposizione una decina di ore almeno (o 8 e passa per i primi che terminano a 32kmh di media) per gustarseli, approfittando anche del tempo, che normalmente a Mallorca a fine Aprile è praticamente estivo (ovviamente salvo sfortuna). Quest’anno la giornata è stata meteorologicamente perfetta, con 23-24° ed una discreta brezza, che a metà giornata è diventata un vento anche sostenuto che ha complicato alcune parti nella pianura finale per chi non ha potuto sfruttare le scie in gruppi vari.

La mia personale partecipazione si è limitata al percorso corto, non avendo la mia bici, ma una Giant Propel dello sponsor,  e qualche problema dovuto a cadute recenti. Il bivio tra il corto ed il medio e lungo arriva dopo 94km e 1800mt. Fino a quel momento vi è solo un ristoro idrico, cosa che consiglia di partire con almeno una barretta o banana in tasca.

Fatto il ristoro il percorso scende verso la pianura con un continuo saliscendi, che è lo stesso del medio da 225km. Questo percorso invece prosegue lungo la catena montuosa raddoppiando praticamente il dislivello. Il lungo da 312km ha “semplicemente” un’aggiunta di 100km nella parte in pianura/vallonata. Praticamente la gran parte delle persone con cui ho parlato era concorde nel dire che la scelta fondamentale è tra corto e medio. Se uno riesce a fare il medio presumibilmente riesce anche a fare il lungo.

A mio avviso questo è vero, ma sono avvertiti gli scalatori o gli amanti della salita, perché, di fatto, ci sono 180km di pianura/vallonato da fare nel caso, con la possibilità di vento contrario. Si formano numerosi gruppi in questo frangente, che tengono ottime velocità, tra i 35-40kmh, quindi anche i passisti possono dire la loro ed avere di che divertirsi. Meno se ci si trova da soli col vento contro.

La partenza avviene ad Alcúdia, nel nord dell’isola, e per 20km è neutralizzata dietro l’auto dell’organizzazione, quindi non si assistono a scene demenziali con gente che cerca di recuperare posizioni facendo sorpassi pericolosi. La neutralizzazione finisce con l’inizio delle salite.

L’organizzazione è impeccabile. I ristori sono ben forniti di panini e sandwich con nutella “artigianale”, oltre a banane, arance, barrette e dolcetti vari. Coca Cola, bevande isotoniche e acqua in abbondanza. Le bevande, Coca Cola a parte, vengono fornite tramite rubinetti da cisterne, quindi senza trovarsi con tonnellate di bottigliette di plastica. I gel e le barrette vengono forniti dal 3° ristoro solo se si presentano le carte di quelli utilizzati, per evitare sprechi e cartacce. Ma quello che è più notevole è che le strade sono interamente chiuse per tutta la durata della gara (che per il lungo vuol dire 14h -tempo massimo per finirla-), e che ogni bivio od incrocio è presidiato. E per ogni bivio intendo persino delle carrarecce in campagna nella parte finale del percorso in pianura, dove dei volontari locali si piazzano per tutta una giornata. Addirittura nel finale c’era la polizia (molto presente con staffette in moto lungo il percorso) che presidiava un pezzo di tangenziale chiuso per poter far passare i partecipanti contromano nella stessa per farli entrare nell’area urbana di Alcúdia.

Nel complesso è una gara che mi ha ricordato nello spirito (e nella distanza) la Ötztaler, con la differenza che qui ci sono più percorsi, non ci sono le salite alpine, ma scenari mediterranei, ed il percorso contempla anche lunghi pezzi in pianura. In generale lo spirito è meno quello di una gara, ma con un occhio più alla “pedalata in compagnia”, senza alcuna enfasi su classifiche e vincitori, che vengono menzionati, ma senza ritrarli in bandieroni o cose del genere. Grande festa per gli ultimi arrivati allo scoccare della 14^ ora, col buio. Gli ultimi vengono scortati da un gruppo di volontari “motivatori” in bici, dotati anche di luci.

Mallorca è un’isola ottimamente servita dalle compagnie aeree low-cost, senza contare la ricettività alberghiera, enorme, tipica della Spagna. Quindi anche logisticamente non è difficile raggiungere Mallorca e soggiornarvi senza spendere patrimoni. C’è anche il bonus che non trattandosi di un paesino alpino a rischio maltempo la cosa è anche facilmente “vendibile” a mogli e fidanzate eventuali per una vacanza, sempre che non siano pedalanti anche loro ovviamente -la presenza femminile era molto importante a quest’ultima edizione-.

Sicuramente fine aprile per il lungo è un po’ presto per chi vuole fare la prestazione, soprattutto con l’abbondanza di GF nostrane, ma per chi vuole appunto vivere qualcosa di un “un po’ più di una granfondo” non si può che consigliarla caldamente.

Un ringraziamento a Giant Italia per l’ospitalità.