Ormai da 6 anni ogni anno incontriamo Vincenzo Nibali presso al sede di FSA Italia. Già dal primo incontro nel 2014 in questi incontri si è promossa l’attività di Cycling for Armenia, un progetto per realizzare in un ospedale a Yerevan un reparto, con sale operatorie attrezzate e strumentazioni moderne, per la chirurgia maxillofacciale infantile.

Ebbene quest’anno la notizia che il progetto è riuscito. Il reparto c’è, è funzionante e per ora ad operare è la mente dietro il progetto, ovvero il Dott. Cassisi, che però ha anche formato un chirurgo in loco, e tra non molto questo sarà autonomo. Un successo insomma, anche per il ciclismo che ne è stato il motore “finanziario” in questo caso.

Per venire a Nibali, come sempre non è di grandi parole, tantomeno uno che si lascia andare a dichiarazioni che non siano sempre sul versante “più che cauto”. Tanto per dire, alle inevitabili domande sulla doppietta Giro-Tour la sua risposta è che “è impossibile”. Freno agli entusiasmi quindi, anche se qualche giornalista  ha cercato di punzecchiarlo ricordandogli che un vincente come lui non andrà al Tour per fare la comparsa o accontentarsi di una tappa. Nibali ha nicchiato. È evidente che la mentalità da vincente ce l’abbia, ma sappia anche essere molto concentrato sui suoi obiettivi, senza farsi distrarre o farsi mettere pressione.

L’impressione è che per lui un conto da regolare sia la Liegi. Il secondo posto del 2012 sembra essere una ferita ancora aperta. Ovviamente non si sbilancia: “prima devo vedere in ricognizione il percorso”, ma sulla carta il nuovo traguardo con due giri in circuito cittadino potrebbe favorirlo con un attacco da lontano, magari sull’ultima salita, che sarà la Roche aux Faucons. Vedremo.

L’obiettivo principe è il Giro d’Italia. A 34 anni potrebbe essere il suggello alla carriera, con cui raggiungere Felice Gimondi (3 Giri, 1 Tour, 1 Vuelta). Ci saranno Dumoulin e Bernal, oltre che il suo delfino Aru però. L’ultima gara prima del Giro sarà il Tour of the Alps. Il nuovo Giro di Sicilia sarebbe la corsa di casa, ma casca male come tempistica, quindi non ci sarà.

Sulle questioni più tecniche, oltre alla rinnovata collaborazione tra la Bahrain-Merida e KIA, si è parlato, in particolare con Brent Copeland, Team Manager, di maggior Focus sulle cronometro, con un nuovo allenatore specifico, oltre a nuovi materiali che saranno forniti per la disciplina da FSA. Da quanto capito dovrebbe trattarsi in particolare di un manubrio in titanio stampato 3D. Nel parlare delle cronometro si è sbilanciato nel dire che al Giro la squadra sarà più votata alla salita, mentre al Tour ci saranno anche passisti ad assisterlo. In tutto questo non può che venire in mente il nuovo acquisto Rohan Dennis.

Domanda ovviamente sui freni a disco. Vincenzo anche qui non si sbilancia troppo, quindi tocca leggere tra le righe: in pianura dovrebbe usarli, mentre in salita no, in particolare sugli arrivi in salita. In queste occasioni utilizzerà la Merida Scultura, ma per gli arrivi in salita preferisce avere ruote più leggere anche a parità di peso totale della bici.

Ovvia anche la domanda sul passaggio a nuova squadra l’anno prossimo, ma lo squalo è rimasto più che mai abbottonato.