La “terza soluzione,” dopo tubolari ed i più diffusi e comuni copertoni con camera d’aria, sono i copertoni Tubeless, i quali stanno prendendo sempre più piede anche in ambito bdc (oltre che in Mtb dove ormai sono quasi standard), cosa abbastanza inusuale, più per una passaparola tra i consumatori che per emulazione di pro o altro. I vantaggi di questa soluzione sono essenzialmente la possibilità di gonfiare i copertoni a pressioni inferiori, aumentando grip e comfort, senza timore di pizzicare la camera d’aria, dato che questa non c’è (vedere la nostra prova su strada)

Molte persone però sono ancora scettiche sui tubeless, soprattutto per i motivi legati alla supposta difficoltà nel montaggio ed in caso di foratura. In realtà non c’è niente di difficile nel montaggio di un tubeless, se non il passaggio in cui bisogna mettere il lattice nel copertone. Ma andiamo con ordine.

Innanzitutto gli ingredienti: ruote tubeless ready con nastro montato o UST , copertone tubeless, lattice, valvole apposite, levette caccia gomme (ma non sempre), preferibilmente un compressore o una pompa con serbatoio come la Bontrager Flash Charger.

I cerchi tubeless ready hanno all’interno del cerchio un profilo senza “gancio” o J rovesciata, ma squadrato, dove si andrà ad agganciare il bordo del copertone, che a sua volta dovrà avere questa parte squadrata, e non tonda come nei copertoni classici. Questi si possono montare sia con camera d’aria che senza, appunto, purché si faccia uso di liquido sigillante per chiudere i fori/porosità (il costruttore non garantisce l’ermeticità della gomma). Invece i cerchi e copertoni UST (Uniform System Tubeless standard) sono grossomodo fatti alla stessa maniera, ma rispettano degli standard di misura codificati, oltre ad avere la parte interna del cerchietto in butile (come le camere d’aria comuni).

Questa soluzione, in teoria, non necessita di lattice per il montaggio, in quanto le tolleranze strette permetterebbero di non avere fuoriuscite d’aria. Però, sia per prevenire le piccole forature, sia per un montaggio più agevole è meglio comunque mettercelo, e normalmente anche i produttori di questa soluzione (come Mavic) forniscono il lattice coi copertoni. In ambedue le soluzioni l’interno del cerchio deve avere i fori dei raggi sigillati. O strutturalmente o tramite gli appositi nastri da applicare.

Per prima cosa si monta la valvola. Si infila la valvola nel buco dove mettereste quella della camera d’aria fino a che la parte in gomma terminale all’interno del cerchio sia correttamente in posizione (metterla storta è abbastanza difficile). Nella parte esterna va infilato il piccolo anellino in gomma (O-ring) e sopra questo va avvitata la ghiera per fermare la valvola in posizione

Si monta il copertone sul cerchio lasciando solo l’ultima porzione smontata (quella che normalmente è più difficile da far entrare). Qui si versa il lattice nella dose consigliata dal produttore del lattice e/o del copertone. Nel nostro caso 30ml di lattice Mavic.

Se per qualche motivo non avete un dosatore, perché ad esempio avete comprato il lattice in un colorificio, ed odiate le siringhe anche senza ago o altro, grossomodo la quantità totale è questa in foto:

A questo punto girate la ruota piano in modo che il lattice coli nella parte dove il copertone è già in sede sul cerchio (per non sporcarvi e/o farlo uscire) e fate entrare nel cerchio anche l’ultima parte di copertone, a mano preferibilmente, per evitare di rovinare eventualmente il bordo del cerchio, o a mali estremi, con le levette. Ottimo ausilio al montaggio del copertone sul cerchio, soprattutto se tubeless ready, è bagnarlo con acqua saponata per farlo scivolare meglio sul cerchio.

Gonfiate il copertone. Per farlo è necessario che l’aria entri abbastanza velocemente in modo da far tallonare il copertone e per questo può essere molto utile un compressore o le pompe specifiche per tubeless col serbatoio. I pneumatici da bdc non avendo grande volume d’aria si riescono anche a pompare con una (buona) pompa da pavimento, ma può essere più difficoltoso. Quindi se avete un compressore, usatelo.

Nella “spinta” iniziale il manometro segnerà una pressione più alta di quella effettiva. Il consiglio è di gonfiarlo alla massima pressione consentita per farlo tallonare bene.  –Guardate bene le pressioni massime e minime sul fianco del copertone, perché sono più basse di quelle di un copertone classico– Quindi se siete solo abituati a gonfiare i tubolari a 11 bar…occhio.

A questo punto prendete la ruota in mano e fatele fare un movimento stile “Hula-Hop” per far sì che il lattice si distribuisca uniformemente al suo interno. Fatela anche girare tenendola per il perno del mozzo. 

Pulite l’eventuale lattice fuoriuscito lungo il bordo del cerchio. Basta della carta.

Sgonfiate il copertone alla pressione di utilizzo e siete pronti per partire!

Normalmente le piccole forature vengono appunto tamponate dal lattice, se proprio bucate o tagliate il copertone e questo si sgonfia definitivamente, metteteci dentro una camera d’aria come fareste con un copertone classico, ricordandovi solo (ma sarà difficile non notarlo) di smontare la valvola tubeless prima. Easy.