ASO pigliatutto

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Amaury Sport Organisation (ASO) possedeva il 49% di Unipublic, la compagnia titolare della Vuelta a España, dal 2008. Anno in cui acquistò la quota da Antena 3, televisione spagnola ora rinominata Atresmedia Corporación.


Secondo la stampa spagnola, Atresmedia ha venduto nel 2013 il proprio 51% ad ASO, notizia confermata dal direttore di Unipublic Javier Guillén.

In questo modo ASO ha ora il pieno controllo della Vuelta, oltre che di: Tour de France, Liège-Bastogne-Liège, Paris-Roubaix, Flèche Wallonne, Paris-Tours,  Paris-Nice, Critérium du Dauphiné, Tour de l’Avenir,  Tours del Qatar, dell’Oman, di Beijing, senza contare la distribuzione tv del Tour della California.

Il mese scorso sia ASO che RCS Media Sport avevano negato, le insistenti voci, che ci fosse un interessamento della compagnia francese per l’acquisto del “portfolio” RCS che comprende Giro d’Italia, Milano-San Remo, Tirreno Adriatico e Giro di Lombardia.

Secondo quanto riportato da un’intervista a Javier Guillén della rivista spagnola Ciclismo a Fondo, la Vuelta non perderà i suoi “valori tradizionali“, “rimanendo basata una struttura spagnola“.

2 Comments

  1. Da anni, sono convinto che prima o poi si arriverà al grande passo, e cioè che RCS Sport venderà ad A.S.O. anche i diritti del Giro d’Italia e delle altre principali corse italiane.
    E’ la naturale evoluzione delle cose. A.S.O. è un autentico gigante nel mondo dello sport. Il Tour de France, che per altro beneficia di un budget annuale di oltre 150 milioni di euro, circa 5 volte quello richiesto per il Giro, non è che il fiore all’occhiello del colosso francese, che organizza anche la Dakar e tante altre importanti manifestazioni in parecchie altre discipline sportive.
    Non dimentichiamoci che questi sono tempi bui per RCS Sport, da mesi nell’occhio del ciclone per un ammanco milionario nei suoi bilanci, oggetto di indagini da parte della magistratura, per via del quale i suoi vertici dirigenziali, da Acquarone in poi, sono stati licenziati in tronco. Se ben ricordo, mancano circa 13 milioni di euro, dei quali credo che ancora non ci sia traccia: si tratta di una cifra decisamente consistente, a maggior ragione per una società che, per quanto importante, non ha comunque il giro d’affari di A.S.O.
    Quindi, non c’è che una conclusione possibile, a mio avviso: teniamoci pronti a vedere presto il Giro organizzato dai francesi dell’A.S.O. che, così facendo, diverrebbero organizzatori del 100% o quasi del ciclismo che conta (solo il giro delle Fiandre sfuggirebbe loro).

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