La grande occasione per la bici

La grande occasione per la bici


Piergiorgio Sbrissa, 11/05/2020

Da più parti si sente spesso ripetere che “questo virus è l’occasione per…“. Seguono i desiderata più disparati (alcuni da brividi, ma si sa, “il mondo migliore” è cosa molto soggettiva…), ma tra questi uno di particolare interesse qui è la grande occasione per la bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile in un mondo che ormai è diventato troppo trafficato ed inquinato dai mezzi a motore.

Qualcuno sta passando dai progetti ai fatti però. Prendiamo ad esempio il governo britannico, che ha annunciato un piano di stanziamento da 2 miliardi di sterline per creare piste ciclabili provvisorie, marciapiedi più larghi, incroci ri-pensati per le bici, e nuove corsie preferenziali per autobus e biciclette.

Il segretario dei trasporti Grant Shapps ha dichiarato: “durante questa crisi milioni di persone hanno riscoperto il ciclismo, sia per fare esercizio (in Uk era permesso -ndr-) o per spostarsi con maggior sicurezza distanziandosi socialmente. Fermo restando che non si tratta di un messaggio in contraddizione con lo “stare a casa”, quando il paese tornerà al lavoro abbiamo bisogno che le persone restino in bici e vengano emulate da tante altre. In caso contrario, con i trasporti pubblici fortemente ridotti i nostri treni ed autobus saranno presi d’assalto e le strade intasate di auto, causando forti impedimenti per i servizi di emergenza, personale sanitario e servizi di consegna vitali. Sappiamo che le auto continueranno a rimanere vitali per molti, ma se guardiamo al futuro dobbiamo costruire un paese migliore con abitudini di spostamento più ecologiche, aria migliore ed una comunità più sana“.

La Cycle Super-Highway di Londra

Il governo britannico sta anche istituendo un programma di voucher per permettere il pagamento delle riparazioni delle bici. Con un impatto immediato sul business del mondo ciclo, che, precedentemente in forte contrazione (dopo un quinquennio abbondante  di crescita esponenziale dato “dall’effetto Sky”) è tornato ad essere in positivo, con ad esempio la catena di negozi Evans Cycles (catena che tratta bici e accessori di media ed alta gamma) che ha tenuto aperto ben 20 negozi durante il lockdown dovuto al coronavirus.

Stesso atteggiamento oltre-Manica, con il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, la quale ha annunciato per la fine del confinamento (oggi -ndr-): il raddoppio del numero di parcheggi di scambio alle porte della città, con 2000 posti ripartiti in 30 parcheggi che saranno gratuiti per i titolari di abbonamenti dei mezzi pubblici. Inoltre 50km di strade saranno riservate alle bici, con 30 vie che saranno pedonalizzate per evitare assembramenti, in particolare nelle vicinanze delle scuole.

Anche qui si tratta di un cambiamento di mentalità che potrebbe diventare permanente: “So che la maggioranza dei parigini non ha voglia di un ritorno alle auto e all’inquinamento. Se certi cambiamenti funzioneranno non c’è ragione per tornare indietro“, ha dichiarato il sindaco della Ville Lumière.

Anne Hidalgo  (Photo by STEPHANE DE SAKUTIN / AFP)

Anche il governo francese ha istituito un sistema di voucher per la riparazione delle bici (cambio pneumatici, cavi, etc..) dal valore di 50eu l’uno, da spendere in negozi convenzionati. Inoltre ha programmato un investimento da 300 milioni di euro per la realizzazione di una rete di 650km di piste ciclabili nella regione di Parigi.

A Bogotà in Colombia, sono stati creati 76km di piste ciclabili temporanee, mentre a New York dall’inizio dell’epidemia si sta assistendo ad un boom senza precedenti dei trasporti con bicicletta, con il solo servizio di Bike Sharing Citi Bike che ha visto un incremento dei viaggi coi propri mezzi dal 1° al 11 di Marzo a 517.768 dai 310.132 dello stesso periodo dell’anno precedente.

L’ex medaglia olimpica ed ora imprenditore Chris Boardman ha commentato: “Più importante dei soldi è che il governo ha dato al ciclismo come metodo di trasporto un nuovo status, e non per ragioni ideologiche, ma pratiche, in quanto soluzione logica migliore nel breve periodo. Ora sta a noi scegliere di farla diventare a lungo termine“.

Chris Boardman

Commenti

  1. Mio pensiero, non pretendo sia la verita'. Ma in questo, come in moltissimi altri casi, il modo piu' efficiente di sostenere un settore merceologico e' semplicemente fiscale. Introdurre nuovi strumenti e' costoso ed introduce un'inutile sovrastruttura (ti tasso l'acquisto, ma poi ti rendo dei soldi con modalita' nuove e soggette ad 'imprevisti' - come ad esempio il buono che poi finisce nello sconto dal listino).

    In questo caso, a parita' di risorse, sarebbe meglio abbassare l'iva o abolirla per un periodo sul settore bici. Questo aiuterebbe il mercato interno a competere equamente con le importazioni dall'estero che molto spesso riescono a non pagare l'iva (e.g. aliexpress, ma basta anche andare in canton ticino e rientrare con una sgambata e varie altre). Evita ai rivenditori di anticipare l'iva, poi ricalcolare col commercialista, evita di mettere in piedi il sistema dei buoni, puoi correggerlo etc, ed evita anche possibili sotterfugi.

    Purtroppo nei comizi e' molto piu' vendibile ricordare un buono, che un cambio di aliquota. Infatti negli anni molti politici hanno optato per il primo; senza pretesa di completezza ma giusto per citare governi che comprendono tutti i partiti abbiamo come esempi: la social card di Tremonti, il bonus libri di Renzi, il reddito di cittadinanza di DiMaio etc. In questi esempi, il costo per lo stato del sistema di sostegno intaccava sostanzialmente le risorse elargite, senza contare l'arbitrarieta' delle scelte dei beneficiari -necessariamente maggiore rispetto ad un sistema con le sue pecche ma comunque ben testato come le tasse- e la facilita' con cui si puo' aggirarne l'effetto (e.g. accordo venditore-utente per prendere bonus libri senza transazione alcuna). E' un problema non solo italiano, ma onestamente ci sono pochi dubbi che la regolazione settoriale della pressione fiscale o al limite le cosiddette tax expenditures siano piu' efficaci degli altri sistemi ad hoc improvvisati caso per caso
  2. el bradipo:

    No ma essendo un consorzio privato a lasciare chiuso prendono due piccioni con una fava, ti danno la multa se ti cattano e se succede qualcosa si scaricano dalle responsabilità...siamo il paese dei balocchi... anche se c è da dire che anche noi ciclistiitaliani a volte facciamo quello che ci pare: visti io domenica grupponi di almeno trenta persone alla faccia del distanziamento
    sociale....il minimo sindacale era dai due ai quattro ciclisti a un metro l ino dall altro...se siamo i primi che non rispettano le regole ( anche se le scrivono degli incompetenti) poi non ci possiamo tanto lamentare...
    Non è che le persone a piedi si siano comportate diversamente...
  3. A quanto pare stanno riconsiderando sia il bonus bici che, soprattutto, le nuove norme del CdS per favorire le ciclabili.. dovesse essere vero sarebbe veramente imbarazzante... Mah...