Nessun vincitore alla 11^ tappa della Vuelta

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L’11^tappa della Vuelta 2025 termina senza un traguardo e senza un vincitore. L’organizzazione della corsa lo ha deciso come misura di sicurezza a causa delle proteste dei numerosi manifestanti pro-palestina presenti sulla linea d’arrivo, per cui non era impossibile garantire lo svolgimento in sicurezza dell’arrivo dei corridori.


L’unico interesse sportivo è stato quindi l’attacco di Tom Pidcock (Q36.5) sull’Alto de Pike (2,1 km al 9,2%), ultima delle sette salite odierne lungo i 157km della tappa. Jonas Vingegaard (Visma-LAB) è stato l’unico a poterlo seguire, e cosi i due sono arrivati per primi al traguardo fittizio posto 3km di quello ufficiale, sul quale sono stati presi i tempi per la classifica generale. Dietro di loro un gruppetto con Joao Almeida (UAE Emirates-XRG), Jay Hindley (RedBull), Felix Gall (Deacthlon) sono arrivati una decina di secondi di ritardo.

Curiosamente, pare che Pidcock non avesse capito della neutralizzazione ai -3km. Vingegaard ha dichiarato dopo la tappa che non aveva intenzione di fare niente nel finale, ma poi “Tom è partito ed allora gli sono andato dietro”.

L’organizzazione rilascerà la classifica generale aggiornata solo più tardi.

 

 

Commenti

  1. IZIO1974:

    E purtroppo tutta l Europa, a tutti i livelli, si è messa ad attuare le politiche economiche di Greta, una ragazzina. Mi è sempre sembrato una cosa folle, adesso ne stiamo pagando le conseguenze.
    infatti. poi piove e preghi di non finire sottacqua. che imbecille sta ragazzina
  2. EMAC:

    Ma sei proprio sicuro che quelli che vanno a protestare guadagnino milioni? Mi sa che mi unisco anch'io allora.
    Parlavo della Thumberg.......dicono che ogni centesimo che guadagna finisce in beneficienza guarda caso attraverso la sua fondazione......
  3. marco:

    intendo dire: se i vari sceicchi del Qatar* ospitano i capi politici di Hamas, ma i Paesi Arabi + il 90% dei Paesi mondiali non ha alcun interesse nel prendere le parti dei palestinesi, c'è solo un motivo: i diretti interessati, cioé la regione araba, vogliono che la questione palestinese/iraniana finisca, per fare affari con Israele, rendere stabile la regione e sbarazzarsi delle teste calde. Al momento c'è uno Stato che sta facendo il lavoro sporco, e se ne guardano bene dal fermarlo.
    NB: non sto dicendo che sia giusto, è solo un dato di fatto, a proposito dell'assordante silenzio (come diceva qualcuno sopra) con cui si lascia che Israele faccia quello che vuole. Senza poi citare gli USA, che con l'idiot in chief ha interessi enormi (personali) nel Golfo.

    *ricordo che il Qatar a suon di miliardi si è comprata i mondiali di calcio e ha ogni tipo di interesse nell'economia occidentale.
    non è proprio così, c'è uno stato che ha provato ad opporsi , l'iran, il 13 giugno 2025 gli israeliani si sono messi a bombardarlo , gli iraniani hanno risposto con vari missili balistici mettendo a seria prova il sistema di difesa missilistico israeliano... poi cos'è successo? che quando isreale iniziava ad essere nella cacca, coi primi missili che raggiungeveno l'obbiettivo e la popolazione terrorizzata nei bunker, è arrivato lo zio sam con qualche bel bombardiere B-2 Spirit e missili Tomahawk e ha chiuso la questione (costo stimato dell'operazione 1,5-2 MILIARDI di dollari).

    tutto questo però marco deve far riflettere su verso che epoca stiamo andando, la fine dello stato di diritto e del diritto internazionale, il forte uccide il debole, quello armato uccide quello disarmato (i civili in fila per il pane) , quello che vuole espandersi territorialmente prende un carro armato e lo fa indisturbato conquistando ettari su ettari

    io non so come fai a non esser dispiaciuto di tutto questo, tu stesso in futuro che mi pare vivi in svizzera potresti essere vittima di questa "legge del più forte" attaccato dalla germania o dalla francia che hanno un esercito e alleanze nettamente più forti

    io credo che tanti simpatizzano palestina e protestano contro Nethaniau proprio perché non è questo il mondo che vogliono e non è questo il futuro che vogliono per i propri figli
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