Per Bjarne Riis la disparità economica tra le squadre non è un problema

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Bjarne Riis è sempre stato un personaggio controverso, sicuramente per il suo trascorso di ciclista dopato, ma forse più per il suo aspetto da killer a contratto. In realtà Riis è una persona pacatissima, ha confessato l’utilizzo di sostanze dopanti nella sua lunga (15 anni da pro) carriera (in un periodo in cui era moneta corrente, ed al contrario di altri) ed ha dimostrato a più riprese di essere un ottimo DS prima e Team Manager poi, nelle varie configurazioni di CSC, Saxo Bank e Tinkoff.


Sul sito danese Feltet il vincitore del Tour de France 1996 ha rilasciato un’intervista in cui da il suo punto di vista sulla questione della disparità finanziaria nel World Tour, un tema sempre di attualità, ed oggi piû che mai dopo la stagione storica e dominante della UAE-Emirates, la squadra finanziata senza limiti di spesa dai controversi Emirati Arabi Uniti.

Mentre alcuni ritengono che sia quantomeno noioso, se non poco “sportivo” che squadre ricchissime come la UAE, e in misura minore Lidl-Trek e Visma – Lease a Bike, dominino quasi tutte le gare, l’ex Team Manager danese vede le cose in modo diverso:

“Una cosa è che hanno molti soldi. Un’altra cosa, più importante, è che sono bravi nel loro lavoro”.

“Sì, forse hanno un budget illimitato, ma le regole sono queste. Non c’è un tetto salariale. Grandi squadre come UAE e Lidl-Trek seguono le regole e sono state brave ad assumere persone competenti e a trovare giovani corridori con un grande potenziale. Non è che le altre squadre non abbiano soldi. E’ una tendenza su cui non serve lamentarsi“, sottolinea Riis.

“Molti pensano che sia terribile (che alcune squadre abbiano un potere economico molto maggiore rispetto ad altre -ndr-). Questo è particolarmente evidente tra le squadre francesi. Pensano che sia ingiusto. No, non lo è. Le altre squadre devono semplicemente diventare più competitive. Al momento non ci sono limiti economici. Accettalo invece di lamentarti”.

Non esistono budget ufficiali per le squadre del WorldTour, tuttavia è assodato nell’ambiente che la UAE Team Emirates abbia una disponibilità economica decisamente più grande rispetto alle altre squadre.

Negli ultimi anni alcune squadre, come la Lidl-Trek, hanno fatto passi da gigante dal punto di vista economico grazie all’ingresso di aziende enormi come Lidl che ne è diventata proprietario, mentre la Red Bull – Bora – Hansgrohe ha aumentato notevolmente il proprio budget grazie alla sponsorizzazione milionaria del gigante delle bevande energetiche. L’aggiunta di Juan Ayuso e, in particolare, di Remco Evenepoel ne sono la prova.

Ma questo non vuol dire automaticamente risultati. E’ cosa nota che negli ultimi anni, nonostante persino la tripletta di vittorie nei Grandi Giri nel 2023, la Visma abbia visto il proprio budget restringersi, ma nonostante ciò ha colto 40 vittorie in questa stagione, con 2 GT vinti. Ancora una volta non si tratta di cifre ufficiali, ma anche Riis, sulla base della propria esperienza e conoscenze, conferma le difficoltà economiche nella squadra:

“Non credo più che la Visma sia vicina al secondo o terzo posto in classifica dal punto di vista economico. Secondo me è molto lontana dalle tre squadre più grandi (UAE, Lidl-Trek e Red Bull -ndr-). A mio avviso è una squadra che ha bisogno di soldi perché molti dei suoi corridori più forti se ne stanno andando. Non è che non vogliano tenerli. Hanno scelto di puntare forte su Wout van Aert e Jonas Vingegaard, ma i corridori appena sotto di loro se ne vanno perché la squadra semplicemente non può permettersi di tenerli. Quest’anno personaggi di spicco come Tiesj Benoot, Olav Kooij, Dylan van Baarle e Cian Uijtdebroeks, tra gli altri, stanno lasciando la squadra, mentre i nuovi acquisti sono stati forse meno importanti“.

Ma secondo Riis, questo non è l’unico motivo per cui la Visma ha meno soldi rispetto alle altre grandi squadre del WorldTour:

“Le aziende dietro la squadra hanno molti dei loro marchi associati alla squadra: Lease a Bike è un servizio di proprietà del gruppo Pon.Bike, e corrono su biciclette di uno dei loro marchi, Cervélo. Questo mi fa pensare che non siano così ricchi come vorrebbero essere”.

La Visma utilizza anche componenti del gruppo Pon, come le ruote Reserve, ed accessori, come le scarpe Nimbl, sempre gruppo Pon, ed è l’unico team che fa produrre il proprio vestiario ad un terzista per poi venderlo sul proprio sito (a parte la collaborazione con Nike per quello casual). Questo dopo che lo storico partner AGU, anche della nazionale olandese, è fallito proprio dopo il triplete del 2023.

Un motivo di preoccupazione di tanti sono le fusioni tra squadre, con la sparizione di fatto di alcune di esse, che sarebbe la prova delle difficoltà economiche del settore. Non per Riis:

“Dal prossimo anno Intermarché – Wanty e Lotto si fonderanno, il che non è un fenomeno sconosciuto nel mondo del ciclismo. Tuttavia molte grandi fusioni non sono mai andate oltre il livello delle voci. Prendiamo ad esempio Ineos Grenadiers e Quick-Step, che avrebbero dovuto fondersi perché Ineos voleva Remco Evenepoel. Come sappiamo non se ne è fatto nulla. Il motivo per cui non assistiamo a ulteriori fusioni come quella imminente tra Intermaché e Lotto è che l’ego dei proprietari delle squadre può rappresentare un ostacolo. Non capisco perché non ci siano più squadre che si fondono. Perché ci vuole sempre di più per affermarsi ai vertici del ciclismo internazionale. Quando il mio team era al completo contava 85 dipendenti, ora la maggior parte dei grandi team ha fino a 120 dipendenti. Gestire un team richiede semplicemente più risorse, quindi per molti potrebbe avere senso“, afferma Riis, aggiungendo però il famoso “ma”:

“Ma come proprietario di un team si è disposti a fare di tutto prima di arrivare a una fusione. È difficile rinunciare al controllo, anche se dal punto di vista organizzativo ha senso per l’azienda. Si tratta di rinunciare al potere, come in tutte le grandi aziende che devono essere razionalizzate per funzionare al meglio. In questo caso le squadre ciclistiche spesso scelgono di aggrapparsi all’idea di poter competere ai massimi livelli. Tutto questo ha molto a che fare con l’orgoglio“.

 

 

 

Commenti

  1. il ciclismo è uno sport che si basa unicamente sugli sponsor, perchè soldi da altre parti ne arrivano pochi o niente, quindi chi è più bravo a trovare gli sponsor ne ha di più, fine della storia
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