Quale distanza mantenere in bici per il virus?

66

Qual’è la corretta distanza di sicurezza da mantenere in bici in tempi di coronavirus? A questa domanda hanno cercato di rispondere due équipe delle università  KU Leuven (Belgio) e TU Eindhoven (Paesi Bassi) in uno studio, per il quale hanno creato un modello in cui hanno simulato la traiettoria delle particelle di saliva espirate nell’aria durante lo sforzo fisico a diverse velocità.

Se l’ormai tipico distanziamento sociale di 1-2mt è considerato sicuro stando fermi in piedi in ambiente chiuso o persino all’aperto con debole vento, le cose cambiano radicalmente durante una corsa a piedi o in bici. Un colpo di tosse o uno starnuto possono vaporizzare saliva (goccioline del diametro di 40 — 200 micrometri)  e facilmente finire nella scia che ci si lascia dietro, andando a colpire e potenzialmente infettare chi ci segue, o contrario.


Grazie alle simulazioni contenute in questo studio, con diverse velocità e angoli diversi di posizionamento di due ciclisti (appaiati, uno dietro l’altro, uno dietro in diagonale) sono arrivati alla (abbastanza ovvia) conclusione che la situazione peggiore sia con uno dietro l’altro, e che la distanza di sicurezza in bici dovrebbe essere di almeno 10mt se si pedala a bassa velocità (14,4km) e 20mt ad alta velocità (30km//h). Al crescere della velocità le particelle di saliva decadono più rapidamente, ma se si passa in una “nuvola” di particelle vaporizzate queste si possono attaccare ai vestiti e rappresentare una fonte di contagio per più tempo.

Lo studio è stato concepito simulando una situazione di corsa a piedi, e poi inferendo i risultati alle velocità del ciclismo, in particolare in una intervista che risponde a vari interrogativi sullo studio stesso e sui suoi limiti e pretese, che potete leggere qui (in inglese). In particolare si tratta di uno studio sulla simulazione aerodinamica delle particelle di saliva, senza pretese epidemiologiche/virologiche e quindi sui rischi infettivi.

Commenti

  1. Joe_T:

    Ecco è quello il punto. Quelli avanti.
    Io non mi fido. Non è il momento.
    Credo che per i prossimi mesi a venire le mie uscite torneranno ad essere in totale solitaria.
    E se devo essere sincero non mi dispiace nemmeno più di tanto.
    In settimana a me piace uscire solo la sera,e la domenica in gruppo. Ma dal 4 massimo saremo in 2,sempre per un discorso di sicurezza che casomai ci succede qualcosa uno può chiedere aiuto.
  2. Buongiorno a tutti.
    Il mio intervento non ha nulla di polemico e non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno. Vorrei però ricordare a tutti che il problema di contrarre il virus non è solo nostro ma di tutti coloro che, ciclisti e non, entreranno in contatto con noi dopo esserci beccato lo starnuto di chi ci precede. Diventeremmo i vettori del virus.
    Arriverà il tempo per le uscite di gruppo ma, per adesso, è giusto mantenere le distanze.
Articolo precedente

Corridori confinati: Chris Froome

Articolo successivo

La Vuelta non partirà dai Paesi-Bassi

Gli ultimi articoli in Magazine