Test #MET

[Test] Casco MET Manta Mips

[Test] Casco MET Manta Mips

Piergiorgio Sbrissa, 01/03/2021

MET presenta oggi il nuovo casco Manta MIPS. Con questo casco MET vuole coniugare design, aerodinamicità e sicurezza.

La parte interna è identica a quella del top di gamma dell’azienda italiana, ovvero il Trenta Carbon, con il sistema 360° Head Belt, che come avevamo verificato, offre grande comodità.

Per la parte esterna invece è stato ottimizzato il design rispetto il modello precedente, grazie ad un profilo più basso sulla parte superiore ed un nuovo profilo del deflettore posteriore per l’estrazione dell’aria.

Lo sviluppo aerodinamico del nuovo Manta è stato realizzato grazie alla galleria del vento del laboratorio NEWTON del Politecnico di Milano. In questa tabella potete vedere riassunti i dati:

Per quanto concerne la sicurezza MET ormai sfrutta in gran parte della sua gamma la tecnologia MIPS, in questo caso specifico con il MIPS-C2®. 

Il sistema di chiusura sulla parte posteriore è quello che si trova anche sul Rivale, con la rotellina di dimensioni ridotte. In questo caso per chiudere il cinghietto sottogola è presente un sistema magnetico della Fidlock, piuttosto pratico e rapidissimo da aprire. È stato pensato in particolare per i triatleti e per velocizzare i tempi di transizione.

Prova

Abbiamo utilizzato il Manta Mips durante l’ultimo mese. Ormai abbiamo provato buona parte della gamma MET, e possiamo dire che questi caschi sono molto ben realizzati, tanto che il Rivale Mips è il casco che utilizzo da quando l’ho provato. Il Manta non tradisce le aspettative e non si può che parlarne bene.

La comodità è ottima, tra le migliori, proprio come il fratello maggiore Trenta, grazie all’ottimo sistema orbitale. Il design è molto ben riuscito ed essendo piuttosto appiattito sulla parte superiore evita il temuto “effetto fungo”.  Gli occhiali si incastrano perfettamente nelle due feritoie frontali-laterali, pertanto restano ben saldi sul casco nei frangenti in cui li si vuole togliere.

Il sistema di chiusura magnetico non è particolarmente importante per un normale utilizzo bdc, ma poterlo aprire “al volo” con indice e pollice è un piccolo valore aggiunto.

Avendo utilizzato il Manta nell’ultimo mese non posso esprimermi sull’utilizzo con alte temperature, ma l’aerazione, in particolare in discesa, sembra buona.

Nel complesso un altro eccellente prodotto di MET.

Disponibile in 3 taglie (S-M-L) e 6 colori al prezzo di listino di 250eu.

Sito MET

 

Commenti

  1. Ser pecora:

    Non so, sai che strumenti usano? E quale sia il margine di errore di quelli che usano?

    Io non entro nel merito se sia apprezzabile o no, tant'è che nemmeno mi sogno di parlarne, limitandomi all'aerazione e la comodità in testa, ma prima di scrivere che un laboratorio accreditato si inventa i numeri pataccando i protocolli ci penserei su...
    A 50 kmh si é vicini a se non oltre i 400 w tra bici, ciclista e casco (non parliamo a 80), vuol dire che 4 w rappresentano l'1%.
    Useranno estensimetri e bilance all'interno di una galleria del vento ed aver precisioni sotto l'1% é tanto.

    Ma non dico che alterano i risultati, magari hanno utilizzato strumenti sensibilissimi e i 4 w sono giusti, io sottolineavo il fatto che 4 w andando a 50 kmh nessuno li sente (inteso come ciclista) , ma neppure a 33 si nota la differenza tra spingere a 200 o 204 w.
  2. Ser pecora:

    Ecco qua: http://www.newtonlab.it/indexIt.htm

    Scrivigli e chiedigli come fanno ad inventarsi protocolli per far sembrare le cose migliori, ma senza creare sospetti.
    Sono curioso anche io di sapere come fanno.

    Sarei anche curioso di sapere se veramente ci sia qualcuno che si compra un casco perché n% più veloce del precedente.
    Come scritto piu' o meno dovunque, la performance aerodinamica dei caschi e' influenzata da mille aspetti, tra cui la forma e la posizione della testa del ciclista, l'angolo di impatto del vento e chissa' quant'altro. Basta modificare qualsiasi di queste variabili ed i risultati cambiano. Non a caso quando si prova a fare dei test, non ci sono risultati univoci, cio' che e' veloce per me non e' veloce per te. Esempio: [MEDIA=youtube]8RlTcac7QUg[/MEDIA]

    Che qualcuno lo compri perche' piu' veloce e' indubbio, altrimenti non ci penserebbero neanche a scriverlo nelle schede di prodotto. Ed e' una scelta con tutta probabilita' sciocca, cosi' come e' altrettanto sciocco da parte dei costruttori millantare dei guadagni di performance che dipendono dal singolo ciclista, se io ho la testa tonda col modello nuovo magari vado meno veloce di chi ha la testa ovale.


    Detto cio', finora non mi sono neanche messo a criticare i parametri sperimentali, ma gia' che hanno testato con "no side wind" piuttosto che a diversi yaw angles come fanno un po' tutti i costruttori, gia' e' una assunzione molto semplificativa e sbrigativa. Pero' vabbe', non mi posso permettere di metterci becco, devo prima ottenere un dottorato in ingegneria con una tesi in aerodinamica, poi magari posso pensare ad esprimere un'opinione.
  3. robeambro:

    Pero' vabbe', non mi posso permettere di metterci becco, devo prima ottenere un dottorato in ingegneria con una tesi in aerodinamica, poi magari posso pensare ad esprimere un'opinione.
    Oh, l'immancabile a piccola vittima che non può esprimere opinioni...dopo aver espresso opinioni...

    Esprimi quello che ti pare. Magari facendo critiche costruttive come hai fatto adesso invece che sparando stronxate gratuite in cui metti in dubbio l'onestà altrui, caro anonimo, che per quanto ne sappiamo puoi essere il bidello della Kask.