Adam Hansen: “Il sistema ADAMS è sfavorevole ai corridori onesti”

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Adam Hansen, presidente dell’associazione corridori professionisti (CPA) ha recentemente espresso alcune opinioni interessanti nel Podcast Domestique’s Hotseat riguardo il sistema ADAMS, il sistema nel quale vengono inseriti i corridori professionisti per cui hanno l’obbligo di fornire le informazioni sulla propria reperibilità quotidiana (chiamato Whereabouts), per cui devono inoltre indicare uno specifico arco di tempo di 60 minuti, tra le ore 05.00 e le ore 23.00, durante il quale dovranno rendersi disponibili per un eventuale controllo antidoping fuori competizione.


Il cambiamento nel (sistema ADAMS -ndr-) 2025 prevede che il responsabile del controllo antidoping non possa chiamare l’atleta al di fuori della fascia oraria di un’ora. E se il corridore non inserisce nulla nelle sue attività quotidiane ciò significa che il responsabile del controllo antidoping presume che sia semplicemente a casa. Ma se non è a casa il corridore riceve automaticamente una lettera di mancata presentazione al test. Questo ha complicato molto le cose perché i corridori non ne erano a conoscenza e molti di loro sono stati sorpresi. Io e la CPA siamo un po’ frustrati da questa situazione, perché è come se cercassero di sorprendere i corridori invece di cercare di catturare i dopati. Perché se si vuole catturare i dopati basta alzare il telefono e chiamare l’atleta, che verrà a fornire un campione“.

Per me (il sistema attuale -ndr-) è più uno svantaggio per i corridori puliti e più un vantaggio per i corridori dopati”.

Hansen ha raccolto le opinioni dei corridori durante un recente tour nei campi di allenamento delle squadre, e una squadra ha dichiarato all’unanimità che preferirebbe utilizzare il tracciamento GPS piuttosto che l’attuale sistema di registrazione della posizione.

“Una squadra ha concordato all’unanimità che preferirebbe avere un localizzatore GPS piuttosto che registrare la propria posizione”, ha detto Hansen. “È così comune perdere un controllo a causa di problemi amministrativi o perché qualcosa cambia nel programma giornaliero del corridore, quindi se avessero un localizzatore GPS sarebbero al sicuro. Non dovrebbero scrivere nulla nel registro delle posizioni e potrebbero essere raggiunti per fornire un campione in qualsiasi momento. È stato interessante sentire questo parere.”

Supponiamo che ci sia un’app sul tuo telefono che indichi esattamente dove ti trovi: preferirei di gran lunga quella piuttosto che inserire io stesso la mia posizione, perché è fin troppo facile che si verifichino errori amministrativi”.

Ed Hansen stesso, da corridore, ha avuto di questi problemi, di cui ha raccontato:

Sono venuti, hanno suonato, io non ho sentito, e poi quattro settimane dopo ho ricevuto due lettere che dicevano che avevo saltato i controlli. Ero scioccato perché mi sono chiesto: ‘Quando è successo?’. Ho controllato e ho visto che ero a casa, poi ho capito che non riuscivo a sentire il campanello quando ero nella mia camera iperbarica. E ho pensato: sarebbe stato così facile per loro prendere il telefono, chiamarmi e in un minuto sarei stato alla porta, ma hanno preferito segnalarmi come assente ai controlli. E così, l’anno successivo, ho cambiato la mia fascia oraria da 6-7 del mattino a 7-8 del mattino e mi sono seduto su una sedia di fronte alla porta per assicurarmi di non perdere mai un test”.

 

Commenti

  1. mi sembra un sistema semplicemente assurdo e non attuale e trovo giusta la provocazione del gps, tanto siamo già tutti tracciati (volenti o nolenti)
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