L’avvocato di Denifl: “Nel ciclismo c’è il 90% di dopati”

L’avvocato di Denifl: “Nel ciclismo c’è il 90% di dopati”

05/02/2020
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05/02/2020

Nel sito austriaco Tirol-Orf.at è apparsa un articolo che fa il punto sul caso di Stefan Denifl, ex corridore della AquaBluSport, imputato al tribunale regionale di Innsbruck per frode commerciale aggravata, dopo essere stato coinvolto nelle indagine dell’operazione Aderlass, durante la quale il 32 enne hha ammesso di aver fatto uso di doping ematico.

Questo processo è molto interessante perché si basa sull’accusa di frode commerciale dovuta al doping, e pertanto mette in luce tutta una serie di considerazioni sul contesto in cui si svolge il doping sportivo, il quale, come spesso si fa presente, non è semplicemente assumere una sostanza per vincere qualcosa, ma porta con se una serie di altri possibili reati.

La difesa di Denifl ha chiesto infatti che vengano sentiti come testimoni le persone che hanno firmato i contratti con il corridore, richiesta accolta dalla corte. In questo modo gli avvocati di Denifl vogliono sapere se e come i contratti siglati coi corridori sarebbero stati terminati una volta saputo dell’accusa di doping, e per conoscere la posizione della squadra in merito ai danni presunti cagionati dal loro assistito, visto che la squadra non ha deposto una denuncia o richiesto danni di immagine ad esempio.

Denifl ha ammesso di essere ricorso al doping ematico, trasfusioni nello specifico, con l’aiuto del Dott. Mark Schmidt, ma precisando di “non essere un criminale” e che nel ciclismo professionistico le prestazioni richieste sarebbero altrimenti impossibili senza doping. Denifl ha asserito che le squadre sanno e che molti atleti si dopano nel ciclismo: “non avrei avuto un contratto senza doping“, ha concluso.

L’avvocato di Denifl ha dichiarato che il suo assistito sarebbe in caso di condanna punito due volte, in quanto i titoli ed i premi in denaro vinti da Denifl sono già stati revocati, ed è stato squalificato: “ha rovinato la sua salute e a volte corso delle gare al rischio della vita. Nel ciclismo c’è un 90% di doping, non c’è nessun super atleta pulito”.

Secondo l’accusa il pagamento di bonus e di spese per la squadra ammonta ad un danno di circa 580.000eu.

Nel processo è imputata anche la persona che coordinava gli incontri tra Denifl e Schimdt, ma per lei è richiesto solo il pagamento di un’ammenda di 300eu.

 

Commenti

  1. sembola:

    Posso essere d'accordo con te (anzi, lo sono) ma a me l'idea di un sistema che consentisse di punire comportamenti non dimostrati sulla base di convinzioni o della voce del popolo mi fa parecchia paura, anche più di un sistema ipocrita e corrotto. I limiti dello stato di diritto non sono belli, ma quelli di uno stato autoritario li trovo anche peggio. Tutto qua. o-o
    la voce di un corridore e quindi di un testimone di un fatto x circostanziato come lo può essere un competizione ciclistica non è la voce del popolo o l'impiccagione in piazza.
  2. gasht:

    con armstrong non si poteva dimostrare un piffero in base ai risultati dell'antidoping.
    quindi nei trubunali sportivi militari civili non potevi "dimostrare" un bel nulla.

    Eppure decine di accuse velate o meno le ha ricevute ben prima di essere incastrato. Eppure non ha mai denunciato nessuno. O almeno io non lo ricordo. Ti risulta che abbia denunciato qualcuno per diffamazione?