Dylan Groenewegen racconta le minacce ricevute

133

Dylan Groenewegen (Jumbo-Visma) ha raccontato al sito olandese Wilerfiets delle minacce ricevute dopo il noto incidente del giro di Polonia:

…minacce cosi concrete e serie che abbiamo chiamato la polizia pochi giorni dopo l’incidente. Nei giorni e settimane successive la polizia ha sorvegliato la nostra casa. Non potevamo più uscire di casa liberamente. Se volevo uscire di casa un poliziotto mi seguiva in modo che non mi succedesse niente“.


Il corridore olandese ha ricevuto le minacce via posta “…le abbiamo ricevute scritte a mano, incluso un cappio con cui minacciavano di impiccarci mio figlio. Quando leggi certi messaggi e vedi il pezzo di corda rimani sotto shock. È stato determinante per me per capire che non si poteva continuare cosi. Sono andato alla polizia a fare denuncia. E la polizia è subito intervenuta dopo aver visto le lettere. Questo fa capire la gravità delle minacce. Sono cose che certamente ti toccano. Cosa sta succedendo? Com’è possibile? In che mondo malato stiamo vivendo? Ti passano per la testa le cose più pazzesche. Scendere dal letto la mattina è stata dura per un po’“.

Groenewegen racconta poi le difficoltà del vivere in queste condizioni, con la paura costante e la paranoia che fa temere il peggio in ogni cosa: una macchina che ti segue, l’allarme di casa che scatta per sbaglio, il sospetto dietro ogni cosa.

Commenti

  1. velocity:

    le minacce sono ingiustificabili, lui è totalmente responsabile dell'incidente e dell'infortunio e spero che gli porti via anche le mutande
    groenewegne è responsabile delle transenne all'arrivo di tappa? ah non lo sapevo.
  2. velocity:

    lui è totalmente responsabile dell'incidente e dell'infortunio e spero che gli porti via anche le mutande
    Lui è responsabile dell'incidente, ma che lo sia dell'infortunio dovrà essere provato.
    Peraltro l'azione di Groenewegen, proprio perché sanzionabile, è "prevista". Cioè, "si sa" che è possibile che in una volata uno stringa un altro (direi che succede con notevole frequenza). È come un "fallo" nel calcio o qualunque altro sport. Con conseguenze diverse ovviamente (ma non è detto...), ma il principio è che si svolge in un ambiente che lo contempla. E qui credo che ci sarà da discuterne, perché, analogamente, è come se al bordo di un campo di basket ci fossero delle panchine di vetro: uno che spinge un altro sopra una panchina e questo si ammazza nei vetri deve essere responsabile delle conseguenze? Secondo me no. È responsaile del fallo e per questo va sanzionato sportivamente. Il genio che ha messo le panchine di vetro è il responsabile delle conseguenze.
  3. Maverik89:

    Se tu vuoi schiacciare contro il guard rail un motociclista e lo fai le 2 cose combaciano perfettamente.
    groeneveghen si è "limitato" a fare una traiettoria maliziosa per non farsi passare alla sua destra chiudendo pianpiano lo spazio, sportivamente va punito. La prima conseguenza è un contatto che ha generato una caduta di gruppo (compreso greoneweghen che mi pare si sia fratturato la clavicola), la seconda conseguenza è che jakobsen ha impattato contro delle transenne ridicole per cui ha passato dei giorni in coma e si è giocato tutti i denti.........
    Credo sia stato ripetuto non so quante volte. Come vedi c'è chi non lo ha compreso. Questa caccia alle streghe, inclusa l'assurda esemplare sanzione rifilata a Groenewegen, sono la benzina per quel tipo di minacce.
Articolo precedente

Tom Dumoulin mette la propria carriera in pausa

Articolo successivo

Roglic parla di sè in un’intervista

Gli ultimi articoli in Magazine