I dubbi di Dumoulin

Due secondi posti per Tom Dumoulin (Sunweb) a Giro e Tour nel 2018, già vincitore del Giro d’Italia 2017, ora l’olandese ha come principale obiettivo la vittoria al Tour de France, ma come ha espresso in un’intervista al Telegraaf: “non so se punterò tutto su quello nel 2019“.

Dumoulin il prossimo anno dovrebbe partecipare ad un solo grande giro, e il Tour de France non sembra proprio nelle sue corde, come lui stesso ammette: “il percorso è lungi dall’essere ideale per me. Infatti credo che tra quelli degli ultimi anni non ce ne sia un altro che mi sia cosi poco congeniale“.

L’ipotesi di tentare una doppietta pare essere esclusa: “(nel 2018-ndr-) ho potuto constatare a che punto sia duro concatenare due grand giri“.

Per capire quanto poco il percorso del prossimo Tour sia congeniale all’olandese basta un solo dato, ovvero i soli 27km a cronometro individuale. Dall’introduzione della disciplina (le cronometro), nel 1934, è la seconda minor quantità di chilometri della storia del Tour (dopo i 13,8km del 2015).

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Questo si accompagna alla generale riduzione della lunghezza delle tappe di Giro e Tour (tendenza meno marcata alla Vuelta, che è rimasta consistente negli anni, senza i picchi nella decade 1990-2000 come Giro e Tour) a favore di un rapporto km/dislivello in crescita, col picco della 17^ tappa 2018 di 65km con griglia di partenza stile F1 tra Bagnères-de-Luchon e Col de Portet (vinta da Nairo Quintana).

Questa tendenza, che evidentemente privilegia gli scalatori, segue la volontà degli organizzatori di rendere le corse più aperte e con minori distacchi, cosa che effettivamente sta avvenendo, ma a scapito della spettacolarità, come rilevato da molti tifosi, in particolare al Tour. Organizzatori che ora hanno nel mirino misuratori di potenza, riduzione degli organici delle squadre e chissà cos’altro, ma che forse potrebbero prendere in considerazione proprio il reinserire tappe a cronometro più lunghe, costringendo gli scalatori ad esporsi maggiormente con attacchi da lontano, in particolare su tappe non troppo lunghe per poi difendersi a cronometro.

Dumoulin ringrazierebbe. Nel frattempo si è riservato se decidere di correre Giro o Tour entro la fine dell’anno.

 

 

 

 

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