Il Coronavirus sta per distruggere i negozi di bici?

Il Coronavirus sta per distruggere i negozi di bici?

17/04/2020
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17/04/2020

Riprendiamo qui un articolo dei cugini di Mtb-Mag, che vale anche per il mondo della bici da strada.

Il mercato della bicicletta è praticamente fermo. I negozi sono chiusi da settimane proprio nel periodo più importante dell’anno, la primavera, quando sono pieni di bici nuove pronte ad essere vendute. Non si sa ancora quando potranno riaprire, ma prima di maggio sembra dura. Online cominciano già a vedersi sconti sulle “bici in magazzino”, anche perché la gamma 2021 non dovrebbe essere lontana dalla presentazione (per esempio Giant ha già mostrato qualcosa).

Ricordiamoci, infatti, che le tempistiche della produzione di biciclette e relativa componentistica sono lunghe e che tanti marchi spostano il rischio imprenditoriale sul negoziante: preordini a giugno/luglio, anticipi poco dopo, consegna bici a fine anno, e magazzini de facto nei singoli negozi (con i conseguenti costi e rischi di furto). In pratica producono sul venduto, ma il venduto ai negozi, non ai clienti finali, cosa che in una situazione straordinaria come questa può rivelarsi fatale per tanti.

Avete anche già visto che marchi di componentistica come Fox e Rock Shox hanno già presentato i prodotti 2021, segno che il mercato OEM (quello dei primi montaggi) è in movimento da tempo e che quindi la valanga di nuovi prodotti sembra inesorabilmente in arrivo.

Per i negozianti questa è una catastrofe, perché si trovano con il magazzino pieno a poche settimane dal lancio delle bici 2021. Le strade sono due:

  1. i produttori posticipano i prodotti 2021. Una cosa praticamente infattibile se le bici sono già state create in Oriente. Ricordiamoci che Taiwan, dove tanti telai in carbonio vengono prodotti, non ha praticamente mai chiuso grazie ad una reazione esemplare alla pandemia. In Cina il discorso è diverso, visto il lockdown, ma ormai le fabbriche di bici si trovano anche in Paesi come il Vietnam, e da lì non sono giunte notizie di chiusure.
  2. Svuotare i magazzini con sconti. Proprio qui vogliamo chiedervi cosa ne pensate e soprattutto cosa farete, visto che in tempi incerti come questi si è meno propensi a spendere. Certo, la bici è un modo per uscire dalla gabbia del Coronavirus, sia fisicamente che mentalmente, ma forse al momento ci sono altre priorità, oppure approfitterete degli sconti che verranno proposti?

Una domanda va però fatta anche ai negozianti: ha ancora senso aspettare il cliente nel negozio fisico, quando si riaprirà, od è meglio muoversi in anticipo online? In fondo gli strumenti non mancano, anche se non si ha un sito di vendita online. Vedere per esempio il nostro mercatino, o altre piattaforme più o meno gratuite che ampliano anche il numero di potenziali acquirenti oltre a quelli in zona.

A voi la risposta.

 

Commenti

  1. Spero che i punti vendita tornino più forti di prima, prediligo il rapporto diretto con il venditore e al tempo stesso, contribuisco per la sua capacità professionale. L'acquisto on line lo ritengo utile per articoli di scarso valore.
  2. Paolore:

    Più che cosa faranno i negozi ogni utente si dovrebbe mettere la mano sulla coscienza e, SE NE HA LA POSSIBILITA NATURALMENTE, cercare di aiutare i commercianti in questo momento di difficoltà. Quindi, sempre se le finanze personali lo consentono, cercare di evitare Amazon, AliExpress e altri siti che già di loto uccidono il piccolo commercio. Parlo in generale e non solo dei negozi di bici. Questo è il mio pensiero che ripeto da tanto....
    Quoto in pieno e condivido!
  3. ludos:

    Quelle bici se non saranno vendute alla svelta saranno offerte con un buono sconto perché hanno grande margine e perché svalutano alla grande.
    silvershadow:

    Concordo. Sulle top di gamma il margine è enorme
    Fatemi un esempio di una bici top di gamma del quale sapete il listino riservato al rivenditore e il prezzo di listino finale. Preciso all'euro. Così calcoliamo questo grande margine...