Top, Flop e Trend 2018

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Si conclude anche il 2018, che ci lascia con bassi, alti e qualche indicazione per il futuro, più o meno prossimo, che verrà.


12V, 13V, 14V (?)– Campagnolo è la prima azienda tra le produttrici di trasmissioni a lanciare le 12V, e lo ho fatto con gli storici gruppi Record e Super Record meccanici. Le versioni elettroniche EPS arriveranno a breve. Anni fa l’introduzione della velocità in più era salutata come un evento, per chi ha memoria (o è semplicemente abbastanza vecchio), ed anche allora vi erano discussioni vivaci su chi le salutava come il sol dell’avvenire, e chi “facevo tutto anche con le 5V, tanto basta la gamba“. Ora le discussioni in merito sono state molto poche, e questo forse è un segno che veramente si è arrivati ad un “abbastanza”.

A stretto giro di posta, dopo Campagnolo, la spagnola Rotor ha presentato una cassetta 13V, banalizzando ulteriormente questa novità, con una risposta del pubblico piuttosto fredda. Viene da pensare che per la soluzione doppia corona ormai il numero di pignoni sia abbastanza ininfluente per i consumatori. Resta aperto un certo interesse per la soluzione monocorona, per cui l’aumento di pignoni è una condizione necessaria per il suo maggior utilizzo su strada, al momento piuttosto limitato dalle 11V.

In generale però la sensazione è che si sia arrivati ad un punto di saturazione, non tanto del mercato, ma della percezione che i consumatori hanno dello stesso. A dispetto di quanto si dice ad ogni piè sospinto, ovvero dell’onnipotenza e pervasività del marketing (che in italiano sarebbe la vecchia “pubblicità”), è proprio esso ad aver creato questa situazione, spesso comunicando male e con tempistiche improvvide e mal coordinate le varie novità (vedi freni a disco). Concentrato perlopiù sulla “social frenzy”, fatta di like farlocchi su Fb, improbabili stories su Instagram ed un approccio in cui l’immagine viene subordinata alla sostanza, ha rincorso (invece che guidato) il pubblico nella dis-educazione da social, in cui 15″ sono la durata massima dell’attenzione concessa, leggere 3 righe di spiegazione è tempo sottratto alla visione di gattini e l’opinione di un pasticcere su una soluzione tecnica vale tanto quella di un ingegnere meccanico. Con queste condizioni di base 12V (velocità) o 120V (Volt) uguale è.

Nuovo è bello. Se piace – CeramicSpeed, azienda danese che si è specializzata nel vendere Marginal Gains a benestanti pedalatori, ha presentato una improbabile trasmissione senza catena a 13V che ha fatto molto parlare di sé. La cosa si ricollega al punto sopra, in questo caso come esempio di campagna pubblicitaria ben riuscita. Per contestualizzare, basti ricordare la frase di un responsabile dell’ufficio brevetti USA negli anni ’40 (del 1900): “30 anni fa (1910 -ndr) l’ufficio brevetti USA constava di due edifici per contenere tutti i brevetti archiviati. Uno per tutti i brevetti tout-court, l’altro per i brevetti legati alle biciclette“. Questo per dire che non c’è soluzione meccanica che non sia stata brevettata e provata nei primi 20-30 anni del ‘900 in campo ciclistico. Quello che esiste oggi è sicuramente raffinato sotto certi aspetti (materiali, lavorazioni), ma dal punto di vista progettuale quello che si usa oggi, vecchio di 70 anni (come fanno notare con disprezzo i critici) non si usa da 70 anni per caso.

Katusha – Nata con ambizioni di rappresentare il ciclismo russo nel mondo, supportata da mezzi all’altezza, con budget tra i più alti del WorldTour. Abbandonati i progetti di una “Sky russa” si è aperta ad un’internazionalizzazione spinta (solo 4 corridori russi su 26 nel 2018 e pure con licenza svizzera), con i maggiori risultati colti negli ultimi anni dallo spagnolo Joaquim Rodriguez e dal norvegese Alexander Kristoff.  Ha messo a segno una stagione catastrofica nel 2018: 5 vittorie, di caratura minore. Due tappe alla Tirreno vinte da Marcel Kittel prima che lo sprinter tedesco si arenasse malamente, con la punta negativa della porta di servizio per aver sforato il tempo massimo al Tour, tanto da essere convinto di avere qualche virus (sbagliandosi). Una tappa al Tour d’Oman con Nathan Haas, una al giro di Germania con Niels Politt e pure il solo campionato nazionale a crono con Tony Martin. Il Panzerwagen teutonico che prometteva sfracelli a crono in combinazione con l’ex recordman dell’ora Alex Dowsett, e che invece niente hanno combinato. Cosi come l’Enfant du Pays Ilnur Zakarin 9° al Tour, 20° alla Vuelta e finita lì. Per il prossimo anno la campagna acquisti resta di basso profilo, con la sola eccezione di Enrico Battaglin. Per il resto l’ingresso di uno sprinter di medio livello come Jens Debusschere e lo stagionato (35 anni) Dani Navarro per i grandi giri. Speriamo almeno sia l’anno in cui possa far vedere il proprio talento il giovane italiano Matteo Fabbro.

Ciclismo spettacolo – Nel 2018 lo spettacolo non è mancato e si ricorderà per almeno due azioni che rimarranno nei libri di storia: quella di Vincenzo Nibali che lo ha portato alla vittoria alla Milano-Sanremo e quella di Chris Froome al Giro d’Italia, con la fuga solitaria, disperata, ma vincente di 80km che lo ha portato in maglia rosa. Due azioni anomale per il ciclismo moderno, criticato per l’eccesso di tecnologia, sotto forma di misuratori di potenza e radioline. Perché il ciclismo non è un gioco, quel che contano sono le gambe, e, Boccettini docet, alla fine è uno sport di merda (sic). Ogni tanto però le carte si mischiano, non solo i telespettatori si addormentano sul divano, ma pure i capitani che si marcano su strada e parte la fuga giusta del fuoriclasse, che la imbrocca proprio perché è fuoriclasse, e ne esce un pezzo di storia. Idem per il frullino da 400W fissi che passa il tempo a guardare il display del Garmin per 6h di tappa per 21 giorni di fila, ma che alla fine, confortato proprio da quei numeri, ci prova (“ci mette il cuore” direbbero i conservatori), mentre belli capelli che è contro i misuratori di potenza perché uccidono la fantasia peggio dei futuristi il chiaro di luna si imbambola pensando a chissà cosa e si vede sfilare il secondo Giro da sotto il naso. Insomma, lo spettacolo nasce dall’imprevisto, in barba a chi vorrebbe crearlo apposta mettendo e togliendo come al Masterchef.

Trendy – Il mercato del ciclo è in crisi. I numeri parlano chiaro, con grandi aziende quotate in ribasso, oltre alle chiusure di massa di intere catene di negozi, in particolare nel mondo anglosassone, dove inevitabilmente la bolla creata dai successi continui (quest’anno tutti e tre i grandi giri sono stati vinti da britannici) doveva ridimensionarsi prima o poi. Il grande ciambellone di salvataggio sono le E-bikes, su cui qualunque produttore del settore si è buttato più o meno convintamente. E-bikes che rappresentano un grosso scossone nel settore, introducendo molte variabili prima sconosciute, dall’ingresso di players di dimensioni colossali rispetto quelli tradizionali, con tutta la forza economica relativa, oltre a tutta la filiera logistica e distributiva che ci va assieme (normativa sulle batterie, ingombri, stoccaggio, assistenza, etc.etc.).

Va da sé che molte aziende stiano concentrando lì molte risorse, che se non sono di vera ricerca e sviluppo (tipo fare dei copertoni da E-bikes…) lo sono di “riallocazione” di budget, in particolare pubblicitario. Ergo, all’interno delle aziende i soldi per le novità si spostano di qua per andare di là (apprezzate la rima). Questo da l’impressione che sia una delle cause per la nascita di sempre più nicchie di mercato. Ormai l’idea di offrire una bici “totale” come qualche anno fa è aria passata. Oggi si cerca di offrire bici declinate per leggere sfumature di diverso utilizzo in gran numero, come già da un pezzo nel mondo Mtb, ma anche nell’automotive, dove le gamme delle auto ormai sono oceaniche. A questo si accompagna tutto il cucuzzaro che ci sta attorno, e quindi via alle linee femminili, all’abbigliamento gravel & c. Sarà una buona strategia? L’impressione è che l’unico settore che stia ampliando l’utenza numericamente sia proprio solo quello delle E-bike (da cui gli investimenti suddetti), mentre le tante nicchie si spartiscono semplicemente la solita torta entrando in competizione tra loro per la fetta più grossa. Ma la torta appunto resta quella. Se ne sarà valsa la pena lo vedremo dal perdurare delle nicchie stesse.

Anna Van der Breggen – Chiudiamo ricordando la stagione di questa fenomenale atleta olandese, che come tutto il ciclismo femminile passa in sordina e sottopagato rispetto il corrispettivo maschile: vittoria ai campionati del mondo di Innsbruck, 2^ nella cronometro mondiale; 1^ alla Strade Bianche (con un meteo peggiore che nella corsa degli uomini); 1^ al Fiandre; 1^ alla Freccia Vallone (4^di fila in carriera); 1^ alla Liègi-Bastogne-Liège. Non serve aggiungere altro.

Buon Anno!

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48 Comments

  1. ottima disamina Ser, aggiungerei anche una citazione per la bella stagione della Val Vleuten che, dopo Giro Rosa ed iride a cronometro, a 36 anni è riuscita ad arrivare settima al mondiale di Innsbruck facendosi un centinaio di chilometri con un ginocchio rotto. semplicemente chapeau.

  2. 1) Saturazione del mercato inteso come percezione dei clienti: secondo me è una sensazione ricorrente in tutto, acuita dalla velocità con cui si tirano fuori novità (spesso minime), ma che è sempre stata propria dell'essere umano dalla mezza età in poi e non propria di questo momento. I giovani secondo me la percepiscono molto meno…..inclusi quelli di ambito ciclistico. Stai invecchiando Piergiorgio 😮
    2) Nibali: i manuali di storia ciclistica italiani forse, in cui si ricorderà "ti ricordi quella volta che Nibali li ha fregati tutti"…per il resto una azione abbastanza classica di quelle che si vedono nelle corse di un giorno, allorchè si riesce a evitare la volata, che i favoriti si marcano e un non favorito li beffa, per di più uno che comunque ce l'ha nelle corde di provare l'atto "folle". In tal senso, da manuale di storia, mi viene in mente più quando Vinokourov beffò i velocisti sui Campi Elisi, ma lì si era in pianura totale e la non volata era quotata a mille. A Sanremo, la non volata è cosa meno assurda. L'azione di Froome invece direi sia di altro livello, se non altro per la durata che in teoia doveva lasciare margine di reazione degli avversari ed estemporaneità della stessa, oltre che ad opera di un qualcuno che veniva considerato agli antipodi di Pantani e invece ha fatto una azione alla Pantani (e alla diversi altri nella storia).
    3) Le donne sottopagate: imho no. Meno pagate. Sottopagate vorrebbe dire una sorta di razzismo o se vogliamo sessismo. Secondo me, visto il ragionamento di chi movimenta i soldi nello sport, viene pagato tanto chi genera tanta audience. Le donne non la generano (possiamo stare 3 anni a dibattere sul perchè), quindi meno audience meno soldi. Altrimenti sarebbe come dire che Niccolò Campriani doppio oro olimpico a Rio (per i molti che non lo sapessero nel tiro a segno ndr) è sottopagato rispetto a Lorenzo Insigne (attaccante del Napoli e della Nazionale per i pochissimi che non lo sapessero ndr) nemmeno capace di andare ai mondiali.

  3. samuelgol

    1) Saturazione del mercato inteso come percezione dei clienti: secondo me è una sensazione ricorrente in tutto, acuita dalla velocità con cui si tirano fuori novità (spesso minime), ma che è sempre stata propria dell'essere umano dalla mezza età in poi e non propria di questo momento. I giovani secondo me la percepiscono molto meno…..inclusi quelli di ambito ciclistico. Stai (stiamo) invecchiando Piergiorgio 😮
    2) Nibali: i manuali di storia ciclistica italiani forse, in cui si ricorderà "ti ricordi quella volta che Nibali li ha fregati tutti"…per il resto una azione abbastanza classica di quelle che si vedono nelle corse di un giorno, allorchè si riesce a evitare la volata, che i favoriti si marcano e un non favorito li beffa, per di più uno che comunque ce l'ha nelle corde di provare l'atto "folle". In tal senso, da manuale di storia, mi viene in mente più quando Vinokourov beffò i velocisti sui Campi Elisi, ma lì si era in pianura totale e la non volata era quotata a mille. A Sanremo, la non volata è cosa meno assurda. L'azione di Froome invece direi sia di altro livello, se non altro per la durata che in teoria doveva lasciare margine di reazione degli avversari ed estemporaneità della stessa, oltre che ad opera di un qualcuno che veniva considerato agli antipodi di Pantani e invece ha fatto una azione alla Pantani (e alla diversi altri nella storia). Una azione fra l'altro non solo del singolo ma veramente di squadra in ogni minimo dettaglio e partecipante, dai gregari ai massaggiatori, agli inservienti e all'ammiraglia ovviamente.
    3) Le donne sottopagate: imho no. Meno pagate. Sottopagate vorrebbe dire una sorta di razzismo o se vogliamo sessismo. Secondo me, visto il ragionamento di chi movimenta i soldi nello sport, viene pagato tanto chi genera tanta audience. Le donne non la generano (possiamo stare 3 anni a dibattere sul perchè), quindi meno audience meno soldi. Altrimenti sarebbe come dire che Niccolò Campriani doppio oro olimpico a Rio (per i molti che non lo sapessero nel tiro a segno ndr) è sottopagato rispetto a Lorenzo Insigne (attaccante del Napoli e della Nazionale per i pochissimi che non lo sapessero ndr) nemmeno capace di andare ai mondiali.

    Non avevo dubbi…se fa un gesto atletico memorabile Nibali è una cosa normale che possono fare tutti…invece se lo fa Froome è l'azione da antologia del ciclismo…
    Non ho parole…

  4. sono perfettamente d’accordo sull’aspetto della saturazione del mercato. Non sanno più cosa inventarsi… Guarda cosa sono state le front da 27.5 , non le vuole più nessuno e ci hanno “preso per il c-lo” per una ruota alta 1,08cm in più…

    Direi che la sorpresa agonistica dell’anno è stata, ahinoi, lo “stagionato” Valverde!

  5. bicilook

    Non avevo dubbi…se fa un gesto atletico memorabile Nibali è una cosa normale che possono fare tutti…invece se lo fa Froome è l'azione da antologia del ciclismo…
    Non ho parole…

    Lo si legge spesso questo suo commento, credo sia ormai chiaro che stravede per l’africano naturalizzato england.
    L’altro è solo un incidente di percorso :-)xxxx
    Meno male che c’è Ser bella cumpa

  6. Al di là delle passioni (accecanti) bisogna essere obbiettivi: quella di Nibali è stata una grande azione da finisseur che diventa straordinaria non per la qualità tecnica in sè, quanto perchè è stata posta in essere da un tipo di corridore che non è solito a quel tipo di azioni (…e se non fosse così tutti gli arrivi di quel tipo dovrebbero essere memorabili…).
    Quella di Froome è stata invece una vera e propria impresa che resterà negli annali del ciclismo moderno.
    Poi che qualcuno si offenda solo perchè altri danno giudizi più oggettivi e non esaltino i propri beniamini mi sembra un po' infantile eh…
    Detto questo grande Nibali: la sua fiammata (con le volate di Viviani e l'europeo di Matteo Trentin) ha salvato un 2018 per i colori azzurri sottotono.

  7. faberfortunae

    Al di là delle passioni (accecanti) bisogna essere obbiettivi: quella di Nibali è stata una grande azione da finisseur che diventa straordinaria non per la qualità tecnica in sè, quanto perchè è stata posta in essere da un tipo di corridore che non è solito a quel tipo di azioni (…e se non fosse così tutti gli arrivi di quel tipo dovrebbero essere memorabili…).
    Quella di Froome è stata invece una vera e propria impresa che resterà negli annali del ciclismo moderno.
    Poi che qualcuno si offenda solo perchè altri danno giudizi più oggettivi e non esaltino i propri beniamini mi sembra un po' infantile eh…
    Detto questo grande Nibali: la sua fiammata (con le volate di Viviani e l'europeo di Matteo Trentin) ha salvato un 2018 per i colori azzurri sottotono.

    sottotono non tanto, visto che siamo comunque al terzo posto nel ranking per nazioni (ed al secondo per le donne…)

    condivido quanto detto su Nibali: la grandezza dell'impresa non è stata per il contenuto tecnico (i tempi dalla scalata al Poggio all'arrivo sono più o meno quelli degli anni precedenti, e ci mancherebbe…), quanto per l'aspetto agonistico, che ha tenuto inchiodati alla tv gli spettatori, non solo italiani (da quanto ho letto in giro: il messinese mi pare sia uno dei corridori più amati in assoluto all'estero).
    come del resto riconosciuto da Sagan a fine gara, "ha vinto l'unico che oggi ha avuto le palle".

  8. Col ranking per Nazioni non ci scrivi gli annali… così come il ranking Fifa ecc.. classifiche che non hanno senso e non appassioneranno mai i tifosi.

    bradipus

    sottotono non tanto, visto che siamo comunque al terzo posto nel ranking per nazioni (ed al secondo per le donne…)

    … guarda… io con ranking per Nazioni ci incarto la verdura… non mi interessa e penso non interessi alla maggior parte degli appassionati… sono classifiche poco attendibili (lo dimostra, appunto, il terzo posto dell'Italia che a mio avviso come movimento globale e competitività dei propri agonisti è attualmente sotto a GB, Francia, Belgio, Olanda e Spagna , tanto per citare i primi nomi dei paesi d'appartenenza dei corridori più forti in circolazione…).
    Il 2018 dell'Italia è stato ne più ne meno la conferma che quando si spegnerà la stella di Vincenzo Nibali, per il nostro ciclismo sarà notte buia (la speranza è solo Moscon). Pochi risultati, pochissimi di vero prestigio.

  9. faberfortunae

    … guarda… io con ranking per Nazioni ci incarto la verdura… non mi interessa e penso non interessi alla maggior parte degli appassionati… sono classifiche poco attendibili (lo dimostra, appunto, il terzo posto dell'Italia che a mio avviso come movimento globale e competitività dei propri agonisti è attualmente sotto a GB, Francia, Belgio, Olanda e Spagna , tanto per citare i primi nomi dei paesi d'appartenenza dei corridori più forti in circolazione…).
    Il 2018 dell'Italia è stato ne più ne meno la conferma che quando si spegnerà la stella di Vincenzo Nibali, per il nostro ciclismo sarà notte buia (la speranza è solo Moscon). Pochi risultati, pochissimi di vero prestigio. Io, per lo meno, la vedo così

    però è l'unico a fornire un dato obiettivo… e per la Spagna, tolto Valverde, puoi fare lo stesso discorso dell'Italia con Nibali.
    e loro non hanno neppure un Viviani, un Moscon o un Trentin.

  10. bradipus

    però è l'unico a fornire un dato obiettivo… e per la Spagna, tolto Valverde, puoi fare lo stesso discorso dell'Italia con Nibali.
    e loro non hanno neppure un Viviani, un Moscon o un Trentin.

    Soler, Landa i primi due che mi vengono in mente… e comunque in ogni ordine di arrivo uno spagnolo lo trovi sempre.

  11. faberfortunae

    Al di là delle passioni (accecanti) bisogna essere obbiettivi: quella di Nibali è stata una grande azione da finisseur che diventa straordinaria non per la qualità tecnica in sè, quanto perchè è stata posta in essere da un tipo di corridore che non è solito a quel tipo di azioni (…e se non fosse così tutti gli arrivi di quel tipo dovrebbero essere memorabili…).
    Quella di Froome è stata invece una vera e propria impresa che resterà negli annali del ciclismo moderno.
    Poi che qualcuno si offenda solo perchè altri danno giudizi più oggettivi e non esaltino i propri beniamini mi sembra un po' infantile eh…
    Detto questo grande Nibali: la sua fiammata (con le volate di Viviani e l'europeo di Matteo Trentin) ha salvato un 2018 per i colori azzurri sottotono.

    Per me è più insolito e straordinario Nibali uno scalatore che vince la Sanremo che non Froome che vince il Giro d'Italia.
    Perché se il giorno prima mi avessero chiesto se Nibali avrebbe potuto vincere la Sanremo,probabilmente avrei risposto che sarebbe stata la mia speranza di tifoso ,ma avrei risposto no.
    Se il giorno prima della tappa del Finestre mi avessero chiesto se Froome avrebbe potuto ribaltare la classifica del Giro,da suo non tifoso avrei sperato di no,ma avrei risposto ,sì lo può fare,le probabilità che lui ci riesca ci sono.

  12. faberfortunae

    Soler, Landa i primi due che mi vengono in mente… e comunque in ogni ordine di arrivo uno spagnolo lo trovi sempre.

    ti confesso che quando ho letto il nome di Landa mi è venuto da sorridere… uno che quando è partito con i gradi di capitano ha sempre fallito miseramente, che nelle squadre dove è stato ha sempre seminato zizzania… con un palmares comunque inferiore a quello del tanto bistrattato Aru, tanto per non fare nomi.
    per quanto riguarda Soler, è un ragazzo molto promettente, ma da elite ha una sola vittoria, seppur di peso, come la Parigi.Nizza di quest'anno; un po' poco per stabilire che il movimento spagnolo è superiore al nostro.

    se poi mi dici che vedi grigio per il futuro prossimo, sono d'accordo con te, visto che tra gli under 23 non abbiamo avuto finora grandi risultati, ed il nostro miglior giovane, Samuele Manfredi, è purtroppo ancora in ospedale (anche se le ultime notizie sono confortanti)

  13. faberfortunae

    Poi che qualcuno si offenda solo perchè altri danno giudizi più oggettivi e non esaltino i propri beniamini mi sembra un po' infantile eh.

    Cosi come appare la tua difesa di colui che spesso critica (che tu stranamente-ma neanche tanto- chiami: giudizio oggettivo 🙄 ) l’operato di un grande campione quale è e ha più volte dimostrato di essere Vincenzo Nibali.
    Ma così rischia di diventare una diatriba sul beniamino di turno della quale me ne può fregar di meno, sono tutti atleti ognuno con la propria capacità.. ma non si parlava di questo nelle considerazioni di Ser.

  14. faberfortunae

    Al di là delle passioni (accecanti) bisogna essere obbiettivi: quella di Nibali è stata una grande azione da finisseur che diventa straordinaria non per la qualità tecnica in sè, quanto perchè è stata posta in essere da un tipo di corridore che non è solito a quel tipo di azioni (…e se non fosse così tutti gli arrivi di quel tipo dovrebbero essere memorabili…).
    Quella di Froome è stata invece una vera e propria impresa che resterà negli annali del ciclismo moderno.
    Poi che qualcuno si offenda solo perchè altri danno giudizi più oggettivi e non esaltino i propri beniamini mi sembra un po' infantile eh…
    Detto questo grande Nibali: la sua fiammata (con le volate di Viviani e l'europeo di Matteo Trentin) ha salvato un 2018 per i colori azzurri sottotono.

    E' di tutta evidenza Fabrizio, che una azione come quella di Nibali, con qualche diversa sfumatura, ha permesso, per rimanere solo alle classiche monumento e solo al 2018, vi vincere il Fiandre a Teerpstra, la Roubaix a Sagàn, la Liegi a Jungels e il Lombardia a Pinot. Cioè nel 2018, tutte le classiche monumento si sono decise con una azione alla Nibali/Sanremo. Dunque dove è la storicità della azione?
    Di contro la tappa del Finestre fuga pazza e da lontano con conquista della maglia decisiva di leader, a mia memoria degli ultimi 30 anni ha avuto solo un altro evento simile. Contador alla Vuelta 2012 nella tappa di Fuente Dè. Non ricordo altre imprese similari che abbiano fruttato tappa, maglia e di conseguenza GT.
    La differenza fra una grande azione piuttosto comune e quella che si può definire una impresa da storia del ciclismo….per me…….con buona pace di chi vuol mettere il bavaglio al pensiero altrui.

  15. samuelgol

    E' di tutta evidenza Fabrizio, che una azione come quella di Nibali, con qualche diversa sfumatura, ha permesso, per rimanere solo alle classiche monumento e solo al 2018, di vincere il Fiandre a Teerpstra, la Roubaix a Sagàn, la Liegi a Jungels e il Lombardia a Pinot. Cioè nel 2018, tutte le classiche monumento si sono decise con una azione alla Nibali/Sanremo (con qualche diversa sfumatura). Dunque dove è la storicità della azione?

    Sul primo messaggio ti avevo in qualche modo seguito, ma qui no.
    Anche non volendo attribuire i crismi di storicità all'azione di Nibali non si può comunque negare come sia molto diversa da quelle che hanno portato alla vittoria gli altri corridori nelle corse Monumento 2018. Perché sono corse diverse con svolgimenti diversi.
    Un conto è staccare un gruppetto selezionato nel finale di una corsa (non che sia facile, intendiamoci), magari con energie degli evversari al lumicino, un altro staccare l'ultimo rivale sull'ultima salita, un altro ancora lasciarsi dietro tutto il gruppo lanciato a meno di 10 km dall'arrivo, scattando nel momento in cui tutti si aspettano uno scatto. E con i migliori che hanno ancora il serbatoio pieno, cosa che negli altri finali di Monumento non succede.
    In più aggiungerei che i crismi della storicità dell'azione di Nibali derivano anche dal fatto che la vittoria che ne è scaturita è (quella si) storica, in quanto nell'epoca della specializzazione un corridore da grandi giri che vince la Sanremo è cosa da segnare sui libri.

  16. uber

    Sul primo messaggio ti avevo in qualche modo seguito, ma qui no.
    Anche non volendo attribuire i crismi di storicità all'azione di Nibali non si può comunque negare come sia molto diversa da quelle che hanno portato alla vittoria gli altri corridori nelle corse Monumento 2018. Perché sono corse diverse con svolgimenti diversi.
    Un conto è staccare un gruppetto selezionato nel finale di una corsa (non che sia facile, intendiamoci), magari con energie degli evversari al lumicino, un altro staccare l'ultimo rivale sull'ultima salita, un altro ancora lasciarsi dietro tutto il gruppo lanciato a meno di 10 km dall'arrivo, scattando nel momento in cui tutti si aspettano uno scatto. E con i migliori che hanno ancora il serbatoio pieno, cosa che negli altri finali di Monumento non succede.
    In più aggiungerei che i crismi della storicità dell'azione di Nibali derivano anche dal fatto che la vittoria che ne è scaturita è (quella si) storica, in quanto nell'epoca della specializzazione un corridore da grandi giri che vince la Sanremo è cosa da segnare sui libri.

    Opinione rispettabile.

  17. samuelgol

    Opinione rispettabile. Non a caso ho parlato di sfumature diverse. Ma il senso dell'azione è quello. Staccare i propri avversari e arrivare soli. Le classiche che non finiscono in volata in qualche maniera finiscono così quasi tutte. Dove è la storicità? Io non la vedo. Spero che questa visione, condivisibile o meno, possa essere rispettabile e non bersaglio di offese come invece accaduto.

    Ok, se riduciamo tutto a quanto in grassetto la discussione per forza di cose finisce lì.
    Però, a mio modo di vedere il discorso è più ampio e ogni corsa va contestualizzata con percorso, parco partenti e svolgimento, anche storico… Da qui può nascere la "storicità" o meno di un'affermazione. Sennò tutte le vittorie in solitaria sono uguali: tutte imprese, nessuna impresa.

  18. uber

    Ok, se riduciamo tutto a quanto in grassetto la discussione per forza di cose finisce lì.
    Però, a mio modo di vedere il discorso è più ampio e ogni corsa va contestualizzata con percorso, parco partenti e svolgimento, anche storico… Da qui può nascere la "storicità" o meno di un'affermazione. Sennò tutte le vittorie in solitaria sono uguali: tutte imprese, nessuna impresa.

    Vuoi contestualizzare alla Sanremo? Ok. Quante Sanremo si sono decise sul Poggio? Direi parecchie. Quindi un fatto relativamente comune a me non sembra storico. Quante volte (diciamo negli ultimi 40 anni) un ciclista in un tappone Dolomitico se ne è andato da solo a 80 km dal traguardo arrivando con 3 minuti su tutti prendendo tappa, maglia e corsa a tappe? Io non me lo ricordo. Forse la mia memoria è corta.

    • Sanremo decise sul Poggio? negli ultimi anni? poche poche.
      E credo sia stato un gran numero.
      poi se la questione e’ tra vittoria “storica+” e “storica-“… vabbe’, ci si puo’ scannare all’infinito.

      PS. il tappone di Froome e’ alpino si’, ma certamente non dolomitico.
      forse troppa voglia di mito?

  19. samuelgol

    Vuoi contestualizzare alla Sanremo? Ok. Quante Sanremo si sono decise sul Poggio? Io ne ricordo parecchie. Così su due piedi ricordo tutte quelle che non si sono concluse in volata di gruppo. Quindi un fatto relativamente comune a me non sembra storico. Quante volte (diciamo negli ultimi 40 anni) un ciclista in un tappone Dolomitico se ne è andato da solo a 80 km dal traguardo arrivando con 3 minuti su tutti prendendo tappa, maglia e corsa a tappe? Io non me lo ricordo. Forse la mia memoria è corta.

    L'ultima Sanremo che si decise con un'azione solitaria prima dello scollamento del Poggio risale al 1996 con Lele Colombo, che scattò addirittura dalla Cipressa.
    Per l'ultima azione in solitaria sul Poggio bisogna andare al 1994 con Furlan.

  20. samuelgol

    Vuoi contestualizzare alla Sanremo? Ok. Quante Sanremo si sono decise sul Poggio? Io ne ricordo parecchie. Così su due piedi ricordo tutte quelle che non si sono concluse in volata di gruppo. Quindi un fatto relativamente comune a me non sembra storico. Quante volte (diciamo negli ultimi 40 anni) un ciclista in un tappone Dolomitico se ne è andato da solo a 80 km dal traguardo arrivando con 3 minuti su tutti prendendo tappa, maglia e corsa a tappe? Io non me lo ricordo. Forse la mia memoria è corta.

    Non è una gara chi ha in mano la verità, almeno da parte mia.
    Il discorso sulla contestualizzazione non è scorporabile, per come lo intendo io. Alla Sanremo è successo frequentemente che la corsa si decidesse sul Poggio ma meno frequentemente negli ultimi 20 anni e molto meno frequentemente che l'attaccante fosse uno scalatore da grandi giri.
    Comunque non è mia intenzione sminuire Froome e la sua impresa, il discorso non è partito da lì.

  21. bradipus

    L'ultima Sanremo che si decise con un'azione solitaria prima dello scollamento del Poggio risale al 1996 con Lele Colombo, che scattò addirittura dalla Cipressa.
    Per l'ultima azione in solitaria sul Poggio bisogna andare al 1994 con Furlan.

    Il primo caso è l'esponenzialità del carneade che pesca il jolly. Furlan era un ottimo corridore invece. Ma per decidere il Poggio, non alludevo alla fuga da solo, che a 3 km dal traguardo cambia poco essere soli o in 2/3 (specie se 2 su 3 non tirano 1 metro sul piano). Lo stesso Nibali fu autore di una gara decisa sul Poggio, allorchè fece terzo. Idem quando ha vinto Kwiat che se ne sono andatì lì (con un altro scalatore, Alaphilippe). E parecchie altre volte allorchè sono arrivati in 2/3 dopo essere partiti in cima al Poggio.

    uber

    Non è una gara chi ha in mano la verità, almeno da parte mia.
    Il discorso sulla contestualizzazione non è scorporabile, per come lo intendo io. Alla Sanremo è successo frequentemente che la corsa si decidesse sul Poggio ma meno frequentemente negli ultimi 20 anni e molto meno frequentemente che l'attaccante fosse uno scalatore da grandi giri.
    Comunque non è mia intenzione sminuire Froome e la sua impresa, il discorso non è partito da lì.

    In verità non mi interessa nemmeno troppo Froome. Il mio discorso verte sulla non storicità della Sanremo di quest'anno….se non per i colori italiani (come ho detto già nel primo messaggio). Una Sanremo normale, vinta da un non favorito come molte volte accaduto (a Sanremo e nelle gare di un giorno in generale), in un punto del percorso dove tante volte si è decisa la gara.

    matteo-elletì

    ….ah…….quindi tipo Froome sulle Finestre?

    Farlo a 80 km dal traguardo con 2000 metri di dislivello da fare dà la storicità della cosa.

  22. samuelgol

    Il primo caso è l'esponenzialità del carneade che pesca il jolly. Furlan era un ottimo corridore invece. Ma per decidere il Poggio, non alludevo alla fuga da solo, che a 3 km dal traguardo cambia poco essere soli o in 2/3 (specie se 2 su 3 non tirano 1 metro sul piano). Lo stesso Nibali fu autore di una gara decisa sul Poggio, allorchè fece terzo. Idem quando ha vinto Kwiat che se ne sono andatì lì (con un altro scalatore, Alaphilippe). E parecchie altre volte allorchè sono arrivati in 2/3 dopo essere partiti in cima al Poggio.

    In verità non mi interessa nemmeno troppo Froome. Il mio discorso verte sulla non storicità della Sanremo di quest'anno….se non per i colori italiani (come ho detto già nel primo messaggio). Una Sanremo normale, vinta da un non favorito come molte volte accaduto (a Sanremo e nelle gare di un giorno in generale), in un punto del percorso dove tante volte si è decisa la gara.

    Farlo a 80 km dal traguardo con 2000 metri di dislivello da fare dà la storicità della cosa. Differenza che avevo ben specificato già nel primo post scritto.
    Infatti attendo ancora qualcuno che mi ricordi un episodio analogo.

    Essere da soli o in 2/3 cambia invece parecchio secondo me, anche se i compagni di fuga non tirano: ci sono comunque meno squadre che tirano dietro per rientrare…

  23. @samuelgol guarda ti leggo spesso con piacere, ma qua secondo me ti stai un po' arrampicando sugli specchi, non capisco questo attaccamento nel definire impresa quella di Froome (che riconosco anch'io come tale) e non impresa quella di uno scalatore che in una gara non sua da la paga al gruppo intero composto dai super favoriti…. …uno solitamente così "riflessivo" (almeno così mi è sempre parso) come te che si "impantana" in questo giudizio….boh…mi fa si pensare a questioni di tifo, come spesso tu appunti ad altri…..ma al contrario…

    senza offesa eh…

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  24. bradipus

    Essere da soli o in 2/3 cambia invece parecchio secondo me, anche se i compagni di fuga non tirano: ci sono comunque meno squadre che tirano dietro per rientrare…

    Per Vinokourov sul Campi Elisi c'erano le squadre dei velocisti compatte che tiravano. A Sanremo non si può parlare di squadre….di solito quelli che scollinano come primi inseguitori sono uno per sorte e se aspettano qualche loro compagno per organizzare l'ìnseguimento fanno il gioco di quello che è via, perchè per farli tornare davanti a tirare, anche quei 10 secondi persi a quel punto sono fatali. Per me, in cima al Poggio meglio esser soli che i 2/3. Troppo breve il tratto in piano ove la collaborazione conta. Sei solo, la discesa la fai come vuoi e come sai, appena arrivi in piano non hai da tentennare, chiedere cambi ecc. Testa bassa e a tutta. In quei casi si vince e si perde per pochi secondi….magari proprio quelli che Nibali non ha perso in tentennamenti e che dietro han perso ad aspettare a dire tiro io tiri tu.

    matteo-elletì

    @samuelgol guarda ti leggo spesso con piacere, ma qua secondo me ti stai un po' arrampicando sugli specchi, non capisco questo attaccamento nel definire impresa quella di Froome (che riconosco anch'io come tale) e non impresa quella di uno scalatore che in una gara non sua da la paga al gruppo intero composto dai super favoriti…. …uno solitamente così "riflessivo" (almeno così mi è sempre parso) come te che si "impantana" in questo giudizio….boh…mi fa si pensare a questioni di tifo, come spesso tu appunti ad altri…..ma al contrario…

    senza offesa eh… si fa per parlare..

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    Pienamente libero di crederlo. Le mie motivazioni tecniche le ho spiegate. Qualcuno concorderà, qualcuno no. Pazienza. Era ed è solo una mia opinione.

  25. samuelgol

    Pienamente libero di crederlo. Le mie motivazioni tecniche le ho spiegate. Qualcuno concorderà, qualcuno no. Pazienza. Non sei il primo che pensa che tifi per Froome, non sarai l'ultimo. Era ed è solo una mia opinione.

    Il punto eventualmente non é che penso che tu tifi per Froome (cosa per'altro più che lecita), quanto piuttosto che tifi contro Nibali (cosa altrettanto lecita, solo un po' più triste)

    Cmq pazienza 😉

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  26. matteo-elletì

    @samuelgol guarda ti leggo spesso con piacere, ma qua secondo me ti stai un po' arrampicando sugli specchi, non capisco questo attaccamento nel definire impresa quella di Froome (che riconosco anch'io come tale) e non impresa quella di uno scalatore che in una gara non sua da la paga al gruppo intero composto dai super favoriti…. …uno solitamente così "riflessivo" (almeno così mi è sempre parso) come te che si "impantana" in questo giudizio….boh…mi fa si pensare a questioni di tifo, come spesso tu appunti ad altri…..ma al contrario…

    senza offesa eh… si fa per parlare..

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    Ma scusa un attimo, cosa altro protrebbe fare un corridore che NON ha spunto in volata se si trova davanti sul Poggio? Si diceva che da un punto di vista TECNICO (non "emotivo" o di "suspance" o di "tifo") quella di Nibali pur essendo stata un'azione da manuale del ciclismo, non è stata una impresa storica…
    Viceversa una fuga da lontano nell'ultima settimana di un GT con 80 km e migliaia di metri di dislivello da affrontare oltre ad essere un azzardo che nessuno ti obbliga a fare (perché se salti diventi lo zimbello di tutti) é un azione che se va in porto diventa giocoforza un numero che data la sua singolarità verrà ricordato… Come la rimonta di Contador nel 2015 sul Mortirolo o, ancora di più , quella di Pantani a Oropa.. insomma basta essere obbiettivi per ammettere che non tutte le azioni sono uguali e non tutte possono essere raccontate come imprese leggendarie da un punto di vista tecnico

  27. matteo-elletì

    Il punto eventualmente non é che penso che tu tifi per Froome (cosa per'altro più che lecita), quanto piuttosto che tifi contro Nibali (cosa altrettanto lecita, solo un po' più triste)

    Cmq pazienza 😉

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    Anche in questo non sei il primo a pensarlo e non sarai l'ultimo. Altrettanto libero di pensarlo.

  28. faberfortunae

    Ma scusa un attimo, cosa altro protrebbe fare un corridore che NON ha spunto in volata se si trova davanti sul Poggio? Si diceva che da un punto di vista TECNICO (non "emotivo" o di "suspance" o di "tifo") quella di Nibali pur essendo stata un'azione da manuale del ciclismo, non è stata una impresa storica…
    Viceversa una fuga da lontano nell'ultima settimana di un GT con 80 km e migliaia di metri di dislivello da affrontare oltre ad essere un azzardo che nessuno ti obbliga a fare (perché se salti diventi lo zimbello di tutti) é un azione che se va in porto diventa giocoforza un numero che data la sua singolarità verrà ricordato… Come la rimonta di Contador nel 2015 sul Mortirolo o, ancora di più , quella di Pantani a Oropa.. insomma basta essere obbiettivi per ammettere che non tutte le azioni sono uguali e non tutte possono essere raccontate come imprese leggendarie da un punto di vista tecnico

    Guarda, si fa sempre per parlare, ma non capisco cos'abbia più di "tecnico" l'impresa di Froome, cioè di uno scalatore fortissimo che vince una tappa alpina, piuttosto che quella di Nibali, cioè uno scalatore che vince una classicissima in barba ai velocisti.
    In entrambi i casi, mi sembrano più imprese di "cuore" piuttosto che di tecnica…
    Anzi mi sembra decisamente più di cuore quella di Froome…ti ribalto la domanda: ma cosa doveva fare uno scalatore per ribaltare una classifica con a disposizione una tappa alpina?
    Rischiare il tutto per tutto nel terreno, tra l'altro, a lui più congeniale…no?
    Dunque…mi sembra un rischio pure più calcolato….al netto del fatto che poi ci devi riuscire…(…e qui scatta giustamente l'impresa…)

    …Per l'altro un giro l'ha ribaltato pure Nibali….a Sant'Anna di Vinadio…. 😀

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  29. Ma in quanti lo fanno o sono in grado di farlo o l'hanno fatto Matteo? Nessuno o quasi … in quanti invece riescono ad anticipare gli arrivi in volata? Da Gilbert in giù è pieno di azioni del genere…. Che ripeto, sono azioni da manuale, ma non memorabili.

  30. Personalmente la chiudo cosi:
    Froome ha fatto un impresa "assoluta" (fuga in solitaria a 80 dalla fine su tappa alpina ribaltando la classifica e vincendola);
    Nibali ha fatto un impresa "relativa" (scalatore che sorprende i favoriti in solitaria e si aggiudica una classica normalmente non alla sua portata)
    Per quel che mi riguarda, cmq due imprese! 😉

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  31. samuelgol

    E' di tutta evidenza Fabrizio, che una azione come quella di Nibali, con qualche diversa sfumatura.

    Ce ne passa tra il definire sfumature e:
    e parte la fuga giusta del fuoriclasse, che la imbrocca proprio perché è fuoriclasse, e ne esce un pezzo di storia

    Ma tant’è che nonostante le varie rimostranze di altri nei confronti della tua presunta oggettività.. ti riesce di fare anche la vittima :°°(

  32. La storicità della vittoria di Nibali sta nel fatto che l'ultimo in grado di vincere Giro e Tour e una Sanremo fu Fignon nel 1988 (30 anni fa), prima di lui Merckx e Gimondi…

    Ma di che parliamo???

  33. Obbiettivamente è fin troppo facile partire da solo dopo 300 km di corsa su uno strappo di una classica monumento con il gruppo che non va a spasso. Come è facilissimo fare 80 km alla roubaix in due, dopo 200 km di corsa con settori da mtb e dietro i migliori manzi del gruppo a tutta.
    La prossima volta sul Poggio liberiamo delle tigri a digiuno da 4 giorni, vediamo se lo spettacolo aumenta.

  34. samuelgol

    … Quante volte (diciamo negli ultimi 40 anni) un ciclista in un tappone Dolomitico se ne è andato da solo a 80 km dal traguardo arrivando con 3 minuti su tutti prendendo tappa, maglia e corsa a tappe? Io non me lo ricordo…

    Condivido. Per quel che mi riguarda e che la mia ridotta cultura ciclistica mi consente, l’azione di Froome sul Colle delle Finestre è paragonabile a quella del Panta sul Galibier.
    Lascio il dibattito su quale sia stata più “storica” o “epica” ad altri post(eri).
    Citando de Zan nella telecronaca del 27 Luglio 1998, con quel numero Froome, da Campione (colui che vince), qual era già, si è rivelato Fuoriclasse assoluto.

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  35. faberfortunae

    Ma scusa un attimo, cosa altro protrebbe fare un corridore che NON ha spunto in volata se si trova davanti sul Poggio?

    Vincenzo Nibali nella dichiarazione dopo la gara ha affermato che il suo scatto non era per vincere. Era per fare uscire allo scoperto i rivali del capitano designato dalla Bahrein per quella gara, cioè Colbrelli. Quando ha visto che al suo scatto non ha risposto nessuno e che aveva del margine, ha detto che si è messo giù a tutta e ha vinto.

  36. samuelgol

    1) Saturazione del mercato inteso come percezione dei clienti: secondo me è una sensazione ricorrente in tutto, acuita dalla velocità con cui si tirano fuori novità (spesso minime)

    Cambiare formato ruote nella mtb non è stata una novità "minima", cosi come la pletora di movimenti centrali da 10 anni a questa parte. Che è stata maggiore del numero di movimenti centrali dei precedenti 40 anni. E potrei andare avanti.
    Ad ogni modo "il marketing" si occupa proprio di fare percepire le novità in un certo modo, quindi se il pubblico lo percepisce come "troppo"…

    ps
    vecchio sarai tu, e si vede da quanto acido e brontolone sei smackbutt

    samuelgol

    Le donne sottopagate: imho no. Meno pagate. Sottopagate vorrebbe dire una sorta di razzismo o se vogliamo sessismo.

    E si potrebbe benissimo parlare di sessismo.E dei motivi si dovrebbe proprio parlare perché non sono ininfluenti. Altrimenti si potrebbe giustificare tutto con la motivazione (?) che siccome una cosa movimenta più soldi allora è giustificata…

  37. Ser pecora

    Cambiare formato ruote nella mtb non è stata una novità "minima", cosi come la pletora di movimenti centrali da 10 anni a questa parte. Che è stata maggiore del numero di movimenti centrali dei precedenti 40 anni. E potrei andare avanti.
    Ad ogni modo "il marketing" si occupa proprio di fare percepire le novità in un certo modo, quindi se il pubblico lo percepisce come "troppo"……..
    ps vecchio sarai tu, e si vede da quanto acido e brontolone sei smackbutt

    Sicuramente ci sono novità di peso….il formato ruote 29 è stato un bell'upgrade….non subito ma dopo i necessari aggiustamenti (geometrie dei telai, rapportatura idonea della trasmissione, peso e materiale delle ruote stesse), così certe trasmissioni (monocorona a 12) i freni a disco (soprattutto per la mtb)…..però obiettivamente ci sono tante novità minime che sono spennapolli. Una per tutte il boost, che per una cosa inavvertibile, ti fa cambiare telaio, forcella e ruote, volendo anche la corona della guarnitura. Imho una follia. Di base il troppo lo percepisce chi è più in là con l'età che è meno reattivo alle novità (anche quelle utili) e chi pesa con la testa ciò che gli viene presentato….il giovane, per apertura mentale e minor avvedutezza nel valutare le cose non percepisce come troppo quasi nulla.
    p.s. se non vuoi essere tacciato di essere vecchio, puoi considerarti avveduto nel soppesare le novità…….però sei permalosa 😡

    Ser pecora

    ……….
    E si potrebbe benissimo parlare di sessismo.E dei motivi si dovrebbe proprio parlare perché non sono ininfluenti. Altrimenti si potrebbe giustificare tutto con la motivazione (?) che siccome una cosa movimenta più soldi allora è giustificata…

    Ma anche no. Non tutto ciò che movimenta soldi è giustificato che discorsi. Anche la droga movimenta soldi, dà pure "lavoro" a tanta gente, non per questo è giustificata.
    Però nello sport funziona così. E' oggettivo. E pure giusto. Io signor Mapei, o signor Estathè, o signor Sky, o signor chi ti pare, caccio i soldi affinchè il mio prodotto sia visto da più persone possibile. Se il Giro d'Italia donne lo guardano in 10 e quello uomini in 1000, io è sulla maglia rosa maschile che pago perchè ci sia il mio nome. Non è una opinione è un fatto. Ed è un fatto logico. Ovvio che quei soldi in parte finiscono nelle tasche di Froome (esemplifico) e non della Van Vleuten. Discorso ovviamente estendibile a tutti gli sport. Quanti sanno chi è la miglior cestista del mondo? Ovvio che i soldi finiscano a Le Bron James. La migliore calciatrice? Ovvio che i soldi finiscano a Messi (o Ronaldo).
    Se vuoi dare del sessista al signor Estathè o al signor Nike, o al signor Adidas non ti seguo mica.

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