Il Coronavirus sta per distruggere i negozi di bici?

235

Riprendiamo qui un articolo dei cugini di Mtb-Mag, che vale anche per il mondo della bici da strada.


Il mercato della bicicletta è praticamente fermo. I negozi sono chiusi da settimane proprio nel periodo più importante dell’anno, la primavera, quando sono pieni di bici nuove pronte ad essere vendute. Non si sa ancora quando potranno riaprire, ma prima di maggio sembra dura. Online cominciano già a vedersi sconti sulle “bici in magazzino”, anche perché la gamma 2021 non dovrebbe essere lontana dalla presentazione (per esempio Giant ha già mostrato qualcosa).

Ricordiamoci, infatti, che le tempistiche della produzione di biciclette e relativa componentistica sono lunghe e che tanti marchi spostano il rischio imprenditoriale sul negoziante: preordini a giugno/luglio, anticipi poco dopo, consegna bici a fine anno, e magazzini de facto nei singoli negozi (con i conseguenti costi e rischi di furto). In pratica producono sul venduto, ma il venduto ai negozi, non ai clienti finali, cosa che in una situazione straordinaria come questa può rivelarsi fatale per tanti.

Avete anche già visto che marchi di componentistica come Fox e Rock Shox hanno già presentato i prodotti 2021, segno che il mercato OEM (quello dei primi montaggi) è in movimento da tempo e che quindi la valanga di nuovi prodotti sembra inesorabilmente in arrivo.

Per i negozianti questa è una catastrofe, perché si trovano con il magazzino pieno a poche settimane dal lancio delle bici 2021. Le strade sono due:

  1. i produttori posticipano i prodotti 2021. Una cosa praticamente infattibile se le bici sono già state create in Oriente. Ricordiamoci che Taiwan, dove tanti telai in carbonio vengono prodotti, non ha praticamente mai chiuso grazie ad una reazione esemplare alla pandemia. In Cina il discorso è diverso, visto il lockdown, ma ormai le fabbriche di bici si trovano anche in Paesi come il Vietnam, e da lì non sono giunte notizie di chiusure.
  2. Svuotare i magazzini con sconti. Proprio qui vogliamo chiedervi cosa ne pensate e soprattutto cosa farete, visto che in tempi incerti come questi si è meno propensi a spendere. Certo, la bici è un modo per uscire dalla gabbia del Coronavirus, sia fisicamente che mentalmente, ma forse al momento ci sono altre priorità, oppure approfitterete degli sconti che verranno proposti?

Una domanda va però fatta anche ai negozianti: ha ancora senso aspettare il cliente nel negozio fisico, quando si riaprirà, od è meglio muoversi in anticipo online? In fondo gli strumenti non mancano, anche se non si ha un sito di vendita online. Vedere per esempio il nostro mercatino, o altre piattaforme più o meno gratuite che ampliano anche il numero di potenziali acquirenti oltre a quelli in zona.

A voi la risposta.

 

Commenti

  1. Lo stesso identico discorso si può applicare a tantissime altre realtà. La prima che mi viene in mente sono i negozi di abbigliamento, per dirne una.

    Eh, è un evento epocale che segnerà nel bene o nel male la fine di un era e l'inizio di un altra, sarà tutto diverso e non per modo di dire.
    Al netto dei lutti e delle macerie che lascerà sul piano economico, spero che ci saranno più cambiamenti in positivo. Per come la vedo io eravamo arrivati a una fase di stallo economica e socio culturale, ci sarà da rivedere molte cose, speriamo in maniera migliorativa
  2. routa bucata:

    Secondo voi ci sono possibilita' che dal 4 maggio venga permesso di uscire in bici, magari da soli e non in gruppo, e che contestualmente vengano riaperti i negozi? Percentuale che cio' avvenga? 0%, 50%, 100%. :-)xxxx
    per i negozi, credo che dovrebbero aprire (con tutte le "regole" che imporranno, ovvero mascherine, non più di tot clienti x metro quadro...)
    la bici......

    io continuo a vederla malino. nel senso che, potranno dare libertà di movimento, ma magari nei limiti del comune (già provincia andrebbe più che grassa)
  3. samuelgol:

    Questo vorrebbe dire far morire l'economia. Ci sarebbero 200 Duraace venduti al mondo, qualche migliaio di Ultegra ecc. idem per ogni altro settore del commercio, attrezzi sportivi, autovetture ecc.ecc.ecc.
    Ragazzi però non limitatevi a leggere SOLO le risposte, ripeto che la cosa era riferita ad un lamentarsi dei prezzi troppo alti, secondo un utente, delle bici e dei suoi componenti e allo "approfittarsene" di una mia risposta ancora precedente. Quindi facevo riferimento al fatto che molte volte compriamo cose in realtà non ci sevono o che non miglioreranno la nostra prestazione sportiva ma appagano molto il nostro ego ed è giusto che sia così, personalmente non mi lamento del fatto che ho pagato il gruppo elettronico quasi il doppio di quello a funi e neanche mi lamenteri se dovessi comprare delle ruote da 5000€ ma c'è gente che crede che se un paio di ruote costano 5000€ l'azienda che le produce ne sta mettendo in tasca 4900........spero di aver reso l'idea.
Articolo precedente

Giro d’Italia Virtual by Enel: sabato si apre la caccia alla Maglia Rosa!

Articolo successivo

Sella Fi’zi:k Antares Versus Evo 00 Adaptive

Gli ultimi articoli in Magazine